Clonate decine di bancomat
PAVIA. Decine di bancomat clonati in pochi giorni. E' successo allo sportello di viale Matteotti della Bnl preso di mira dagli abilissimi truffatori telematici. La banca dovrebbe risarcire i clienti.
Il numero preciso delle carte clonate non è stato reso noto. Alcune denunce sono state presentate al comando carabinieri, altre in questura e un numero imprecisato di clienti si è rivolto direttamente alla banca. E bisogna considerare che, probabilmente, alcuni clienti non si sono ancora accorti della truffa. Gli importi prelevati forzosamente dai conti bancari vanno dai 2000 ai 5000 euro. In ogni caso il risarcimento sembra assicurato.
I clonatori del bancomat di viale Matteotti hanno colpito nei giorni scorsi. E, per il momento, non si sa nemmeno come abbiano fatto. Hanno comunque manomesso lo sportello di notte quando erano sicuri che nessuno li vedesse. Sembra escluso l'inserimento di una micro-telecamera nella parte superiore dello sportello (negli anni scorsi numerosi colpi erano stati messi a segno in questo modo) e quindi gli investigatori sospettano che sia stato usato un metodo molto sofisticato. In ogni caso i primi clienti che hanno controllato i loro estratti conto hanno trovato la triste sorpresa di prelievi forzati eseguiti non da Pavia da altri sportelli bancari di altre città del nord Italia. Alcuni prelievi sono stati eseguiti a Milano, altri a Torino. La disponibilità delle carte è stata esaurita.
Carabinieri e polizia stanno indagando ma sorprendere i truffatori sembra un'impresa molto difficile. In genere i «clonatori» non lasciano tracce e i dati dei bancomat dei clienti vengono trasmessi automaticamente in una banca dati.
La clonazione delle tessere bancomat più estesa in città era stata effettuata nel mese di maggio di due anni fa in uno sportello sempre dalle parti di viale Matteotti. I carabinieri, che erano titolari dell'inchiesta, avevano scoperto l'utilizzo di una tecnica particolare. La mascherina dei numeri usati per digitare i codici bancomat era stata leggermente rialzata rispetto a quella delle lettere. Gli investigatori l'avevano sollevata e avevano scoperto che una tastiera era stata sovrapposta e incollata a quella vera. Identica operazione era stata eseguita con la bocchetta dove i clienti inseriscono le tessere. In questo modo i ladri informatici venivano in possesso sia dei pin che dei codici magnetici delle tessere.
I dati segreti erano registrati da una microcamera, uniti e inviati direttamente in Romania. Numerosi clienti avevano cercato di difendersi dai clonatori coprendo i numeri da digitare ma, con questo tipo di truffa, l'operazione era perfettamente inutile. Il pericolo infatti arrivava da sotto e non da sopra. Non è da escludere che le ultime clonazioni siano state effettuate nello stesso modo.