Storie di vita dal tunnel della droga
PAVIA.La comunità Cenacolo incontra i ragazzi del liceo scientifico Copernico di Pavia. Nei giorni scorsi alcuni dei duemila ospiti della comunità hanno fatto tappa a Taramelli, Clerici e Cairoli.
L'ultima tappa al liceo scientifico Copernico. I ragazzi ospiti della comunità con sede a Saluzzo e con oltre 60 case in tutto il mondo, si presentano per nome e spiegano, con la maggior sintesi possibile, la storia di vita che li ha portati a vivere un percorso di recupero in comunità. Come John, irlandese di 18 anni: racconta la sua storia di un'infanzia difficile e di un passato recente da giovanissimo tossicodipendente. «Ero un ragazzo cieco poi ho trovato degli angeli custodi».
Cinque i ragazzi pavesi ospiti della comunità fondata da Madre Elvira. Paola, la mamma di una ragazza pavese ospite in Piemonte, è diventata «amica» della comunità: «Quando mia figlia è entrata nella casa di Cenacolo non l'ho più potuta vedere per un lungo periodo: pensavo che fosse una lontananza lacerante invece ora è colmata dal pensiero della ripresa di mia figlia». La giovane, venticinquenne, aveva un trascorso di dipendenza da sostanze alcoliche e psicofarmaci.
I ragazzi del Copernico, visibilmente interessati, con qualche timidezza hanno posto delle domande agli ospiti di Cenacolo: come si svolge la vita in comunità, dopo quanto si esce quanto conta la riscoperta della dimensione spirituale: «Non giustifico l'uso della droga - dice Fabio, alunno dell'ultimo anno - ma capisco la solitudine di questi coetanei»