Finanziaria, via libera tra le proteste


ROMA.La Finanziaria superblindata arriva in aula con un carico di polemiche su come è passata in commissione Bilancio. L'opposizione accusa la maggioranza di averla blindata con una fiducia mascherata fatta di mancata discussione degli emendamenti. «In aula ci sarà un clima caldo», annunciano Pd, Udc e Idv. La replica del governo è affidata al viceministro Vegas: «Metteremo la fiducia se ci saranno troppi emendamenti».
Dopo averla blindata con il maxiemendamento, la maggioranza la riblinda in commissione Bilancio abolendo ogni possibile discussione sulle proposte di modifica presentate dall'opposizione. Tanto che alla fine Pd, Idv e Udc abbandonano i lavori. «Hanno blindato un assalto alla diligenza che non risolve nessun problema», dicono dall'opposizione. «Cercate scuse e non pensate al Paese», la replica. Gianfranco Fini, chiamato a dire la sua su eventuali stravolgimenti del regolamento, lo esclude. «Stiamo andando di male in peggio - dice Pier Luigi Bersani, segretario del Pd - la maggioranza ha organizzato in modo blindato un mini assalto alla diligenza, fatto misure totalmente irrilevanti e l'ha fatto con arroganza chiudendoci la bocca».
Tutto questo per scoprire, poi, che una delle misure più richieste, il prolungamento degli incentivi auto nel 2010, sarà varato con un altro provvedimento. L'annuncio lo dà il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola: «Il decreto legge che proroga gli incentivi destinati a sostenere i consumi e a favorire prodotti con una più alta efficienza energetica e minori emissioni di CO2 arriverà a gennaio», dice il ministro a Bruxelles. Questo, fanno sapere al ministero, perché la proroga (che riguarda anche gli elettrodomestici) non è stata inserita in Finanziaria.
Una Finanziaria che, dice il viceministro all'Economia, Giuseppe Vegas, vale 5 miliardi e 200 milioni «di aumento della spesa vera» nel 2010, 1,4 miliardi nel 2011 e 1 miliardo e 48 milioni nel 2012. Il saldo netto da finanziare è invece 8miliardi e 884 milioni nel 2010.
E' notte fonda quando in commissione Bilancio si dovrebbero iniziare le votazioni sugli emendamenti alla Finanziaria, ma all'opposizione appare subito che la maggioranza ha già deciso di andare compatta sul maxiemendamento considerato «inemendabile». «Qui ci sono due anomalie - spiegherà qualche ora più tardi Pier Paolo Baretta, capogruppo del Partito democratico in commissione - la prima è che è stata messa la fiducia in commissione, il che rappresenta un vulnus davvero pesante, la seconda è che nessun emendamento, né della maggioranza, né dell'opposizione, entra in Finanziaria».
Udc, Pd e Idv chiedono una sospensione dei lavori verso le 6 del mattino: «Vogliamo sentire il parere del presidente della Camera». Quando lo incontrano sono le 10 passate: «Al di là delle scelte politiche che non sta al presidente della Camera commentare, il rispetto del regolamento è stato totale», dice Fini. Idv, Udc e Pd sono dal presidente della Camera e in commissione si parte con le votazioni degli emendamenti dell'opposizione, senza discussione: in dieci minuti 150 no. Poi il si al maxiemendamento del relatore. «Il vero vincitore è Tremonti», dice Ventura Pd. E lui, il ministro, ringrazia: «In Parlamento fatto buon lavoro».

Alessandro Cecioni