Iran, vietate le proteste
TEHERAN.Il movimento riformista iraniano che si oppone al presidente Mahmud Ahmadinejad è ancora vivo nonostante la repressione in atto da mesi. Lo ha affermato il leader dell'opposizione Mir Hossein Mussavi, alla vigilia di nuove programmate manifestazioni di protesta. Da parte sua, l'ex presidente pragmatico Akbar Hashemi Rafsanjani ha invocato la costruzione di «un'atmosfera di libertà» e ha lamentato che nel Paese «non vi è tolleranza per le critiche costruttive». La polizia ha avvertito che oggi reagirà «severamente» contro ogni raduno «illegale» che si tenga in occasione della giornata dello studente, celebrata ogni anno ufficialmente dal regime.
I siti dell'opposizione avevano segnalato nelle ultime settimane gli arresti di diversi studenti nel tentativo di prevenire raduni di protesta in questa data. Il dipartimento per la stampa estera del ministero della Cultura, precisando i contenuti di un messaggio sms inviato ai corrispondenti stranieri residenti a Teheran, ha detto che essi non avranno il permesso di andare a coprire quello che succede nelle strade della capitale.
La stessa fonte ha sottolineato che gli accrediti dei giornalisti stranieri non sono sospesi e quindi i reporter potranno lavorare, ma solo dai loro uffici. «E' amaro constatare - afferma Mussavi nel messaggio, apparso sul sito Kaleme - che gli stessi errori vengono ripetuti dalle autorità, che insistono che l'era delle riforme è conclusa. Dopo tutte le pressioni, il movimento non è finito». Per quanto riguarda Rafsanjani, era da luglio, quando prese la parola come guida della preghiera del venerdi a Teheran denunciando l'esistenza di una «crisi», che non interveniva cosi esplicitamente sulla situazione nel Paese. L'ex presidente è a capo di due importanti organi istituzionali, il Consiglio per la determinazione degli interessi dello Stato e l'Assemblea degli esperti, incaricata di eleggere, consigliare e in casi estremi rimuovere la Guida suprema, attualmente l'ayatollah Ali Khamenei.
Nelle presidenziali del 12 giugno Rafsanjani è stato considerato fra i maggiori sponsor del candidato moderato Mussavi, mentre Khamenei non ha mai fatto mancare la fiducia ad Ahmadinejad di fronte alle denunce dell'opposizione di brogli massicci nella consultazione. Secondo Rafsanjani, che ha fatto un intervento all'Università di Mashhad, l'Iran ha ora più che mai bisogno di unità perchè è sottoposto alle pressioni dei «nemici». Ma «l'unità - ha avvertito - è possibile soltanto nel rispetto dei diritti della gente». «Una società sicura - ha aggiunto l'ex presidente - è quella caratterizzata dalla fede e non inquinata dalla tirannia». Per Rafsanjani «l'opposizione deve rispettare le vie legali», ma anche «il governo deve agire legalmente».