Uno studio sul Parkinson
PAVIA. Sono circa 2mila i malati di Parkinson in provincia di Pavia. Circa 500 di loro, a breve, riceveranno un questionario. Uno strumento che gli permetterà di esprimere meglio bisogni e necessità, a cominciare dall'assistenza a domicilio. Ma anche di dare un voto alla qualità dell'assistenza offerta attraverso i servizi presenti sul territorio. Saranno l'istituto Mondino e l'associazione parkinsoniani pavesi a distribuire ai malati e alle loro famiglie il questionario dell'Asl.
Un servizio a domicilio ancora non esiste ma è l'ambizione e il sogno di chi da anni lavora con i malati di Parkinson e ha il polso della situazione. L'Asl che eroga i servizi sul territorio ha accolto di buon grado di tastare il terreno per valutare il gradimento di un'attività di questo tipo.
«L'obiettivo è una maggiore integrazione tra ospedale e territorio - conferma Claudio Pacchetti, responsabile dell'Unità operativa di Parkinson e disordini del movimento dell'istituto neurologico Mondino -. Bisogna però capire come farlo. Stiamo conducendo una piccola esperienza a Vigevano, insieme all'istituto De Rodolfi. Vedremo che frutti darà. Potrebbe diventare un modellino virtuoso da esportare anche a Pavia e, in futuro, in Lombardia. L'idea è che malattie come queste possano essere gestite in continuità sul territorio. Le patologie croniche sono disabilitanti e coinvolgono l'intera famiglia, L'ospedale da solo non può dare una risposta globale».
Ogni malattia richiede modalità specifiche di assistenza. E' quanto emerso anche il 28 novembre, in occasione della prima giornata dedicata al Parkinson, insieme alla necessità di avere progetti di assistenza e cura davvero integrati perché i pazienti sono in crescita e lo sono anche i bisogni. «Servono infermieri altamente qualificati, da formare adeguatamente come è stato fatto per qyuelli che lavorano affiancando il personale del De Rodolfi - spiega Pacchetti -. Infermieri che intervengano nelle case dei pazienti, addestrati pecificamente per questa malattia, in grado quindi di riportare le impressioni cliniche al medico. E' importante monitorare costantemente, perché consente di evitare ricoveri inutili e dare continuità di assistenza ai pazienti». (m.g.p.)