Il solito Lippi: «Non sono avversarie facili»
N on voleva primedonne nel suo gruppo. È stato accontentato. A dire il veroMarcello Lippi si riferiva alla rosa dei 23 ma la sfera di cristallo di Città del Capo ha preso alla lettera le sue esternazioni e per gruppo ha inteso il girone della prima fase. E allora ecco Nuova Zelanda, Paraguay e Slovacchia, tre distinte signore della porta accanto ma non certo delle dive.
In realtà Lippiuna primadonna l'avrebbe anche tollerata in gruppo, ovvero quella Charlize Theron, sudafricana doc e madrina della serata. Ha vinto un Oscar come migliore attrice protagonista, ma il tecnico viareggino, da vecchio lupo di mare, se la ricorda soprattutto per la pubblicità del Martini alla quale la Theron ha prestato il suo lato B, anche quello da Oscar.
Non è hollywoodiano il girone degli azzurri: Francia e Portogallo, le squadre più temute, hanno preso altre strade ma il condottiero azzurro diffida delle imitazioni. «Non sono preoccupato ma nemmeno particolarmente soddisfatto - esordisce il Ct - più si considera un avversario facile e più questo diventa difficile. Ora studieremo attentamente le nostre rivali e poi le affronteremo. Una alla volta, senza guardare oltre».
Già da domani gli 'scout" di Coverciano svuoteranno le videoteche di mezzo mondo per visionare i filmati dei vari Hamsik, Santa Cruz e Nelsen. Una 'spy-story" piuttosto impegnativa perchè le tre nazionali non sono imbottite di fuoriclasse e molti giocatori navigano fuori dalle acque territoriali del calcio che conta. Ma questo a Lippinon importa. «Non prendiamo il girone con leggerezza - precisa un po' seccato il tecnico viareggino - sarebbe un errore imperdonabile. Il Paraguay ha dominato a lungo le qualificazioni sudamericane tenendo testa al Brasile, la Slovacchia può contare su talenti che giocano in campionati importanti e non mi riferisco solo ad Hamsik, e la Nuova Zelanda abbiamo già avuto modo di conoscerla».
È evidente che Lippivuole navigare a vista. Non si fida delle mappe nautiche messe a disposizione dal sorteggio di Città del Capo e non pensa a possibili scenari futuri e ad incroci con Spagna e Brasile sulla rotta della finalissima.
«Ho dato solo una sbirciatina alla fase successiva - dichiara - ma non si possono fare previsioni anche perché non è detto che le teste di serie vinceranno i rispettivi gironi. In Germania ad esempio accadde il contrario. Eppoi sarebbe un gravissimo errore considerarci già qualificati: bisogna vivere un po' alla giornata e preparare ogni singola partita come fosse l'ultima. Certo, riconosco che ci sono dei gironi di ferro ma ogni rassegna mondiale ha la sua storia».
Il Ct è carico. Città del Capo assomiglia a Berlino. Almeno per lui. È già nello spogliatoio, pronto ad annusare l'erba. Non vuole lasciare nulla al caso, anche l'aspetto logistico che in una competizione lunga come il Mondiale riveste un ruolo importante soprattutto perché si giocherà nell'inverno sudafricano a temperature rigide e spesso in altura.
«A breve comunicheremo la sede del ritiro - conclude il selezionatore azzurro - affronteremo una preparazione ad hoc per giocare in altura e non sarà un problema passare dalle sfide in quota alle partite a livello del mare».
Da un Ct all'altro. Cesare Maldiniha guidato l'Italia nel 1998 e poi si è accomodato sulla panchina del Paraguay.
«Il Paraguay è una squadra tosta - dichiara - con buoni mezzi tecnici e soprattutto forte fisicamente. Tatticamente non è sprovveduta perché molti giocatori militano nei campionati europei e sono abituati a respirare l'atmosfera internazionale. La loro stella è Roque Santa Cruz: l'ho fatto esordire nel 2002 e se non avesse avuto tanti infortuni sarebbe diventato uno dei più forti attaccanti del mondo».
Sembra commosso Giancarlo Abetequando riconsegna la Coppa del mondo a Blatter nel corso della cerimonia del sorteggio. «È dura consegnare il trofeo - ammette il presidente della Figc - ma faremo di tutto per riprendercelo. Il nostro girone? Direi che possiamo essere soddisfatti anche se successivamente rischiamo di affrontare l'Olanda agli ottavi ed il Brasile o la Spagna ai quarti. Ma ci penseremo al momento giusto».