Quote latte, allevatori in guerra dopo la legge salva-infrazioni
PAVIA. «Sconcerto nei confronti di un governo che sta aiutando solo chi non ha rispettato e non rispetterà le regole delle quote latte. Non chiediamo di bloccare gli aiuti alle aziende, ma chiediamo si adottino provvedimenti anche per chi non deve pagare le multe e non produce più della propria quota, ma che deve saldare le rate dei mutui contratti per l'acquisto di quote latte». Parole di Alessio Palestra, presidente della sezione latte dell'Unione agricoltori.
Palestra commenta cosi la cosiddetta legge salva-infrazioni, decreto trasformato in legge dopo il recente voto di fiducia ottenuto alla Camera. E che ha fissato nuove regole per pagare le multe per il latte prodotto oltre la quota limite. Il governo ha approvato la legge che prevede lo stanziamento di 45 milioni di euro per la ristrutturazione del debito per l'acquisto di quote latte dal 2003 in poi da parte dei produttori in regola (fondo garantito), anni in cui una quota valeva 0,70-0,80 euro. Tutto ciò mentre perdura la crisi del settore lattiero-caseario: le aziende zootecniche lombarde percepiscono ancora da 0,28 a 0,31 euro per un litro di latte alla stalla. «E poi molte imprese sono insabbiate nei debiti contratti per l'acquisto delle quote e non hanno potuto e non possono investire nelle strutture aziendali - aggiunge Palestra, allevatore a Belgioioso -. Noi chiediamo che sia stanziato ciò che è stato previsto dall'Unione europea». (u.d.a.)