Ma Blanc conferma Ferrara
TORINO. Tre giorni per salvare il collo? Tra il 5 e l'8 dicembre, la Juve si gioca il proprio futuro. Saranno Inter e Bayern a deciderlo. Nomi che fanno paura, molto più di prima. Perché per questa squadra in caduta libera, ormai qualsiasi avversario può essere un problema, tanto più quelli più forti (i nerazzurri) o chi si gioca il futuro europeo in uno spareggio.
Ma il presidente Blanc, da Milano, si affretta a confermare il tecnico: «L'esito delle due prossime partite non cambia nulla, andiamo avanti con il nostro progetto».
Ma per la prima volta, l'azionista di maggioranza, John Elkann, è parso decisamente contrariato nei confronti della gestione tecnica della squadra e inevitabilmente comincia la ridda dei nomi di possibili sostituti dell'allenatore juventino, da Hiddink a Mancini.
Lo scorso anno, in simili circostanze, Ranieri si appellava almeno al dna bianconero, il carattere. Oggi sembra scomparso anche quello. La squadra pare smarrita, intrappolata nelle sue stesse risposte poco credibili.
E comunque mancano cinque giorni al fischio d'inizio di Juventus-Inter e gli occhi sono già tutti puntati sul derby d'Italia. Non solo perché andrà in scena il classico italiano con la formazione di Mourinho forte del +8 sui bianconeri, indicati alla vigilia del torneo come vera antagonista nella lotta per lo scudetto.
L'attenzione sarà tutta rivolta agli spalti e ai cori che verranno intonati con la speranza che quelli razzisti indirizzati nelle scorse settimane (ma anche lo scorso anno, proprio nel corso di Juve-Inter) a Mario Balotelli, non si ripetano. L'interrogativo è se fermare o meno l'incontro se dovessero verificarsi cori.
Se per il presidente dell'Assocalciatori Sergio Campana «non sarebbe male se i capitani di entrambe le squadre si rivolgessero all'arbitro per far sospendere la partita», il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, chiede di riportare i toni nell'ambito della competizione sportiva. Se poi i cori razzisti si dovessero verificare esistono norme ben precise: «Ci sono le responsabilitè e gli strumenti per intervenire».
A Torino, però, respingono al mittente i timori. Il ds Alessio Secco sull'argomento è chiaro: «I tifosi della Juventus non sono razzisti - e - quindi non esiste il timore che la partita di sabato contro l'Inter possa penalizzare la società sotto il profilo dell'immagine e del risultato».
Ma intanto Marco Materazzi richiama all'ordine Mario Balotelli, escluso dall'ultimo incontro contro la Fiorentina dal tecnico Josè Mournho: «A tutti piacerebbe essere sempre titolare, ma alla fine è l'allenatore che decide. Ci sono regole precise e vanno rispettate».