Furti di fucili, una gang in azione
VOGHERA. Doppio furto di fucili da caccia, lo stesso giorno: uno è stato compiuto a Voghera, l'altro è stato messo a segno a Casteggio. Negli ultimi mesi sono stati diversi i furti d'armi in Oltrepo.
Ora le forze dell'ordine stanno indagando per cercare di capire qual è la destinazione finale di oggetti come i fucili da caccia rubati: impossibili da riciclare sul mercato «regolare» delle armi usate e ormai inutili sul mercato della malavita. Quasi certamente i fucili sono diretti verso i paesi dell'Est Europa, dove la caccia è regolamentata in modo meno stringente rispetto all'Italia.
Entrambi i colpi sono stati portati a termine l'altro pomeriggio, tra le 15.30 e le 19. Vista la dinamica dei furti e le numerose coincidenze, è molto probabile che ad agire sia stata la stessa banda.
A Voghera i ladri hanno agito in una villetta isolata di via Cascina del Conte, verso Torremenapace, dove abita A.T. un operaio di 38 anni. La banda ha approfittato del fatto che il padrone di casa era uscito tra le 16 e le 18. Dopo avere forzato una porta del retro, i ladri hanno localizzato l'armadio blindato in cui per legge vanno custodite le armi: evidentemente erano al corrente del fatto che A.T. era un cacciatore e possedeva dei fucili da caccia. Il forziere, alto un metro e 40 e largo 70 cm, era piuttosto pesante: i ladri dovevano essere almeno due o tre. La banda non ha fatto altri danni nell'appartamento. Quando l'operaio è rincasato, verso le 18, ha subito notato il serramento scardinato e ha capito che probabilmente aveva avuto una visita sgradita da parte dei ladri: appena è entrato, ne ha avuto la conferma. Nell'armadio blindato c'erano un fucile Beretta calibro 12 e un fucile Investarm calibro 8, entrambi regolarmente denunciati e detenuti, oltre a piccoli monili d'oro, per un valore complessivo di circa 3000 euro. La cassaforte non è stata ancora ritrovata: è molto probabile che i ladri l'abbiano portata in qualche luogo isolato per aprirla con calma.
Un altro furto, probabilmente compiuto subito dopo quello di Voghera, è stato fatto in via Manzoni a Casteggio. La banda ha agito in casa di R.V., un uomo di 54 anni, nell'arco orario compreso tra le 15.30 e le 19.30. I ladri sono penetrati nell'appartamento, situato al primo piano, arrampicandosi sul balcone e forzando poi la porta-finestra del terrazzo. Anche in questo caso la banda ha puntato dritta al forziere che conteneva le armi, una cassaforte delle dimensioni standard 140 x 70 cm. Dentro c'erano due fucili da caccia, un Beretta calibro 20 e un Beretta calibro 12, oltre a due pugnali utilizzati per la caccia. I ladri hanno portato via l'armadio blindato calandolo dal balcone, alto quattro metri.
Dopo averlo caricato sulla loro auto, i ladri sono partiti in direzione di Pavia. Durante il tragitto, però, dev'essere accaduto qualcosa di strano: forse i ladri hanno incrociato una pattuglia dei carabinieri o un posto di blocco, e hanno deciso di disfarsi della pericolosa refurtiva prima di essere scoperti. In serata infatti una pattuglia dei carabinieri ha trovato la cassaforte, che era stata aperta, sotto il cavalcavia dell'autostrada A21, in località Casa Chiodi.
Negli ultimi mesi sono stati compiuti furti di fucili da caccia a Voghera, Casteggio, Retorbido, Rivanazzano, Godiasco, Redavalle, Santa Giuletta e Bressana.