Tutti d'accordo con il Quirinale
ROMA.L'appello di Giorgio Napolitano a non drammatizzare lo scontro tra le istituzioni e un maggior autocontrollo nelle dichiarazioni è apprezzato da maggioranza e opposizione. Ma dietro le parole di stima per il capo dello Stato resta alta la tensione sul tema della giustizia. «Parole sagge» dice Renato Schifani seguito a ruota dal ministro della Giustiza, Angelino Alfano, che usa gli stessi termini. «Bisogna stare tutti un po' tranquilli» avverte Umberto Bossi. «Guerra civile? Se la classe politica non può fare leggi diventa pericoloso», aggiunge il leader della Lega, commentando le parole, poi smentite, del premier. Il monito di Napolitano «è un auspicio condivisibile però i toni dovrebbero abbassarli in primo luogo coloro che non dovrebbero fare politica ma che fanno politica in modo improprio come alcuni magistrati», avverte Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl a Montecitorio. «Il capo dello stato ancora una volta rappresenta un importante punto di riferimento per per tutti noi, sono convinto che le sue parole rappresentino un stimolo ad abbassare i toni e soprattutto a tornare agli interessi cogenti della nazione», è il commento di Andrea Ronchi, ministro delle Politiche europee, molto vicino a Gianfranco Fini.
Del tutto diversa la lettura della parole del capo dello stato che fa Pier Luigi Bersani. «Dal presidente arriva un richiamo forte ed energico al quale tutti devono corrispondere, in particolare da ogni passaggio delle parole di Napolitano emerge ancora una volta la centralità del Parlamento», dice. Per il segretario del Pd «E' il Parlamento la sede nella quale deve condursi un confronto trasparente per i cittadini tra le diverse posizioni politiche sia in termini di riforme che di scelte economiche». Fuori dal coro Antonio Di Pietro. «Non intendo polemizzare con il presidente della Repubblica ma intendo riaffermare che in questa legislatura ci sono troppi parlamentari in conflitto di interessi con la giustizia. Affidare a questo parlamento la riforma della giustizia sarebbe come affidare a Dracula la gestione di un pronto soccorso».
Per il leader di Idv i magistrati «non possono essere zittiti di fronte a norme criminogene approvate dal Parlamento». «Il monito del presidente deve valere prima di tutto per il premier e il governo che un giorno si e l'altro pure lanciano bordate contro i magistrati», afferma il Pdci. (m.b.)