Il Barcellona boccia l'Inter e Mourinho
MILANO. Bocciata l'Inter e bocciato Josè Mourinho. E' impietoso il verdetto del Camp Nou, dove i nerazzurri si sono dimostrati una volta ancora inadeguati ai più alti livelli del calcio europeo. Come ha scritto il quotidiano spagnolo As, il Barcellona «ha messo a nudo l'Inter», una squadra «con più nome che calcio, insipida, spenta».
In campionato viaggia alla media di 2,4 gol a partita, macina gioco e riesce a imporre la propria forza fisica. In Champions, invece, fa una fatica immane. E l'infortunato Davide Santon, dopo aver visto in tv i suoi compagni, ha ammesso quello che gran parte della critica sostiene da tempo: «E' una questione di mentalità». Non si spiega altrimenti come una squadra con il vento in poppa cada puntualmente vittima della sindrome d'Europa, smarrendo personalità e automatismi. E' tutt'altro che impossibile perdere in casa del Barcellona, ma chi ambisce al titolo non si può permettere di lasciarsi dominare e a tratti umiliare. Sono stati 90' di passione per l'Inter al Camp Nou. Chi era in campo si è arreso da subito al pressing e alla manovra devastante di Iniesta e compagni, arrivando a costruire la miseria di tre tiri e completando appena circa duecento passaggi, un terzo rispetto a quelli degli avversari. Mourinho non è riuscito a incidere in alcun modo. Sostiene di non avere un giocatore in grado di supplire a Sneijder, l'unico che considera competitivo ai massimi livelli. Ma la squadra che ha schierato è apparsa scarica e senza un piano partita adeguato. E' sempre la stessa storia. Cambiano gli uomini, i tecnici e i moduli, ma la squadra si scioglie sempre quando sale la temperatura e la posta in palio si fa sostanziosa. Il dominio indiscusso in campionato da quattro anni non è indifferente, ma la società da tempo prova a fare il salto di qualità europeo. Per passare agli ottavi ora basta battere in casa il Rubin, in una sfida preceduta da quelle con Fiorentina e Juventus. Ed è facile immaginare che Moratti non digerirebbe altre figuracce.