«Google va condannata»
MILANO.«La tutela dei diritti fondamentali non può essere calpestata sulla base soltanto del diritto d'impresa». Lo hanno sostenuto i pm di Milano Alfredo Robledo e Francesco Cajani nel corso della loro requisitoria nel processo milanese che vede imputati quattro dirigenti ed ex dirigenti di Google per concorso in diffamazione e violazione della privacy in relazione a un video caricato sul motore di ricerca in cui un minore disabile veniva insultato e vessato. I pm, nel chiedere la condanna dei quattro imputati a pene comprese tra 6 mesi e un anno di reclusione, hanno spiegato che si tratta «non di un problema di libertà, ma di responsabilità». Secondo i pm, Google avrebbe avuto il dovere di «lanciare un sevizio responsabile, che non può calpestare i diritti fondamentali».
«L'azione di Google è pienamente legittima sulla base dell'ordinamento italiano». Lo ha affermato l'avvocato Giuliano Pisapia, uno dei difensori dei accusati. Il Comune di Milano, parte civile nel processo ha chiesto un risarcimento di 300 mila euro.