Alfa e Alcoa, proteste e blocchi stradali

Dalla Lombardia alla Sardegna, l'imminente prospettiva di perdere il posto di lavoro ha portato i lavoratori a dare il via a diverse forme di protesta. In provincia di Milano, i lavoratori dell'Alfa Romeo hanno occupato per mezz'ora l'autostrada, bloccando il traffico. E annunciano a breve altre iniziative. In Sardegna, i dipendenti dell'Alcoa di Portovesme hanno bloccato nella notte di domenica una nave carica di carbone destinato alle centrali Enel. Durante le trattative notturne un'auto parcheggiata tra lo stabilimento Alcoa e la centrale è stata incendiata.
Circa 300 lavoratori dell'Alfa, ieri mattina, hanno occupato l'A9 per protestare contro il trasferimento a Torino di 232 dipendenti. Al corteo erano presenti i lavoratori di altre fabbriche occupate del milanese, compresa l'Eutelia-Agile di Pregnana Milanese. «Questi trasferimenti - ha detto il segretario della Fiom di Milano, Maria Sciancati - sono in realtà dei licenziamenti che rivelano la volontà della Fiat di dismettere l'area dell'Alfa Romeo di Arese». A fronte del trasferimento del Centro Stile e Progettazione, i sindacati chiedono di avviare il progetto del Polo per la mobilità sostenibile. Nel Sulcis la protesta di ieri si è aggiunta al presidio davanti alla fabbrica di alluminio di cui la multinazionale americana ha annunciato la prossima fermata. Dalla scorsa settimana gli operai bloccano l'uscita dell'alluminio prodotto nello stabilimento, circa 400 tonnellate al giorno. Il blitz è scattato poco dopo la mezzanotte di domenica. Gli operai si sono ritrovati al porto di Portovesme e hanno impedito lo scarico del carbone. Poi sono entrati nella centrale Enel e soltanto dopo una lunga discussione con un dirigente hanno lasciato l'impianto attorno alle 2.30. Rischiano il posto circa 2.000 persone. A centinaia si preparano a partire per Roma per una manifestazione.