Calcioscommesse, raffica di arresti


POTENZA.Una holding del malaffare con interessi in più campi, ma con un filo conduttore unico che rischia di creare un putiferio sportivo e giudiziario. Il presidente del Potenza (squadra di Prima Divisione, Girone B), Giuseppe Postiglione, un suo fido collaboratore, Pasquale Giuzio, un noto esponente della criminalità organizzata, Antonio Cossidente, ma anche Aldo Fanizzi, Michele e Alessandro Scavone, Cesare Montesano e Ettore Todaro sono da ieri mattina chiusi nel carcere di Potenza, mentre il direttore sportivo della Pro Vasto, Luca Evangelisti è agli arresti domiciliari. L'accusa è pesante: aver fatto parte di un'associazione per delinquere che ha operato da aprile 2007 a marzo 2009 per influenzare il risultato finale di singole partite di calcio, controllandolo in modo fraudolento.
Il gruppo avrebbe contato anche sulla complicità di altri dirigenti e manager di società di Serie B e C1, non individuati e su cui sono in corso altre indagini, oltre che di atleti e personaggi criminali gravitanti negli ambienti vicini alle stesse società. L'intento sarebbe stato quello di condizionare i singoli incontri di calcio per favorire non solo un certo risultato e una diversa classifica, ma anche di riscuotere ingenti somme di denaro con le vincite di scommesse effettuate da emissari del presidente del Potenza.
Sotto la lente di ingrandimento sono finite Ravenna-Lecce (1-3) di Serie B, stagione 2007/2008, e Arezzo-Massese (2-0), Taranto-Sangiovannese (3-0), Gallipoli-Crotone (0-2), Pescara-Pistoiese (1-0), Massese-Taranto (0-3), Sambenedettese-Potenza (0-0) nonché Potenza-Salernitana, tutte giocate nella stagione 2007/2008 e tutte di C1. In particolare, per il risultato di 0-1 a favore dei campani, che di fatto consenti la loro promozione in serie B, Postiglione avrebbe incassato 150mila euro attraverso l'intermediazione di Luca Evangelisti, all'epoca dirigente del Martina. Una volta venuti a conoscenza in maniera preventiva dell'esito finale di alcuni match, gli appartenenti all'organizzazione vincevano ingenti somme di denaro «indovinando» i pronostici esatti, utilizzando i canali consueti delle agenzie di scommesse sparse sul territorio italiano, attraverso le giocate effettuate da singoli corrieri. Si discute infatti di una particolare serie di combinazioni («giocate multiple») di più partite che producevano ingenti guadagni, giocate a ripetizione e in agenzie diverse. L'analisi degli investigatori punta ad andare oltre, dal momento che questo «sistema», come è stato definito nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Rocco Pavese, su richiesta del Pm della Dda di Potenza Francesco Basentini, coinvolge molte altre persone, compresi dirigenti di società e atleti compiacenti.
Dal punto di vista extrasportivo, poi, si parla addirittura di una cogestione della società di calcio tra il presidente Postiglione e Cossidente, già condannato nel processo «Basilischi» per associazione mafiosa, ma i filoni investigativi, condotti dal Nucleo investigativo carabinieri di Potenza del capitano Antonio Milone, riguardano anche i reati di gioco d'azzardo (installazione di videopoker nei bar del capoluogo lucano), violenza privata aggravata (un dirigente del settore giovanile fu costretto alle dimissioni e gli fu incendiata l'auto, mentre uno dei capi della tifoseria organizzata fu costretto subire percosse e a porgere le scuse al dirigente, dopo una contestazione al termine di una partita). Fra i reati ipotizzati anche l'usura oltre al tentativo di accaparramento degli eventuali appalti di costruzione della cittadella dello sport a Potenza.

Alfonso Pecoraro