Il boato, poi il fumo e le fiamme
PISA.«Siamo abituati agli aerei che ci passano sopra la testa e non ci facciamo più caso. Ma il rumore che abbiamo udito verso le 14.10 era molto strano, sicuramente insolito. Un rumore sordo che si è trasformato in un forte boato. Subito dopo c'è stato lo schianto». Poi il fumo, le fiamme, la tragedia a meno di trecento metri da casa. Anna Maria Ton, la figlia Mariangela Lagardi e Sabrina Ferroni raccontano davanti al cancello della casa dove vivono da sempre, fra l'aeroporto militare di Pisa e la periferia industriale di Ospedaletto.
Un'ala in fiamme?«Sono caposquadra alla rampa da 40 anni e fra 45 giorni vado in pensione - ha raccontato Luciano Griselli - Non volevo mai più vedere una cosa del genere». Spiega che l'aereo faceva una 'riattaccata", cioè un atterraggio con immediato nuovo decollo (in gergo touch and go): era a bassa quota, doveva virare e forse il vento che soffiava ieri l'ha schiacciato sulla pista. «L'ha strisciata - ricorda - e l'ala si è incendiata». L'aereo ha poi divelto i cavi elettrici della linea ferroviaria e si è schiantato al suolo. Di fiamme parlano anche altri testimoni, fra cui un ristoratore di Pisa e un ragazzo che abita a San Giusto vicino all'aeroporto. «Quando si è staccato dalla pista - dice il giovane - il C-130 aveva probabilmente le fiamme sotto l'ala. Le ho viste in mezzo al fumo».
L'ultima manovra.La torre di controllo del «Dell'Oro», lo scalo militare che serve anche il Galilei, l'aeroporto civile con cui divide la pista, è li davanti: «In linea d'aria dista un chilometro. Quella, invece, è la linea ferroviaria a collo d'oca che devia dalla Tirrenica e passa dietro Pisa. Laggiù in mezzo a quel campo - spiega Mariangela Lagardi puntando l'indice - c'è il treno che stava transitando mentre l'aereo precipitava».
Come il terremoto.Anna Maria Ton si stringe nel piumino: «Sono 38 anni che abito qui e non ricordo niente del genere. Quando c'è stato lo schianto ero dentro - ricorda - Ha tremato tutto: pareti, vetri, mobili». La figlia Mariangela stava guardando un film alla televisione: «Mi sono spaventata, ho girato gli occhi ed ho visto la fumata nera. Le fiamme correvano sul terreno per decine di metri. Ho chiamato il 112: ho detto ai carabinieri di venire perchè era accaduto un disastro».