Crac Area, servono quattro milioni


VIGEVANO. Servono quattro milioni di euro e pure in fretta. Solo con un prestito di quella portata da parte delle banche le società creditrici possono finire i lavori nei tre cantieri del fallimento Area e Arcadia, e permettere a chi ha comprato casa di non vedersela finire all'asta.
Sono una ottantina i creditori di Arcadia srl e Area costruzione srl: alcuni da poche migliaia di euro, ma una ventina da centinaia di migliaia di euro, con un'azienda di materiale edile che tocca i 600mila euro. Sono le società più esposte a voler dare vita a un'associazione di imprese per ultimare i tre cantieri di corso Genova, via La Malfa e via Nosotti.
«Se i lavori non verranno completati, i fornitori non prenderanno un euro - spiega Luigi Sigolo, promotore dell'associazione di imprese - . Le due società fallite hanno dieci milioni di debiti con le banche e quattro con noi, senza contare i 5 milioni di euro incassati dai compratori, alcuni dei quali abitano già in quelle case e rischiano di vedersele messe all'asta. La perizia dice che i tre cantieri cosi come sono valgono 12 milioni, che al momento di andare all'asta diventeranno la metà, se va bene, perché questa è la prassi. A quel punto quei 6 milioni andranno tutti alle banche perché hanno la precedenza nell'elenco dei creditori. Con l'associazione di imprese invece noi potremmo recuperare il 30% dei nostri soldi, i compratori avrebbero le loro case senza doversele ricomprare all'asta e le banche potrebbero recuperare il 100%». Sigolo sottolinea i vantaggi per le banche perché delle banche hanno bisogno i creditori di Area e Arcadia. «Il progetto lo abbiamo presentato - continua Sigolo - e aspettiamo che le banche ci convochino per discuterne, magari con l'aiuto del sindaco». C'è una delibera del consiglio comunale che impegna la giunta a seguire la vicenda, anche perché il Comune ha un credito di 136mila euro nei confronti delle due società fallite, frutto degli oneri di urbanizzazione non pagati. «I soldi però devono arrivare in fretta perché il curatore fallimentare non aspetterà molto prima di mettere all'asta le proprietà - spiega Sigolo - . Non a caso i periti di alcune immobiliari milanesi sono già venuti a vedere i cantieri: pensano all'asta».
Come verranno usati i quattro milioni di euro delle banche? «Con 250mila saniamo gli abusi del cantiere di via La Malfa e completiamo i negozi al piano terra della palazzina, il che porterebbe a 3 milioni di entrate - dice Sigolo - . Con un milione e 300mila euro, e due mesi di lavoro, completiamo il cantiere di corso Genova, dove sono già stati venduti 24 dei 48 appartamenti previsti. In pratica, su un totale di sei milioni di entrate previste per quel cantiere, ne potremmo incassare tre. Per completare il cantiere di via Nosotti invece servono due milioni 500mila euro e sei o sette mesi di lavoro. Può fruttare, tra le 10 ville e i 14 appartamenti in villa, qualcosa come 5,5 milioni di euro, ma le dieci ville sono già state vendute, il che significa almeno 3 milioni di entrate».
Intanto non mancano gli episodi di sciacallaggio. «Noi fornitori andiamo spesso nei cantieri a vedere che nessuno porti via i serramenti e le parti in legno, ma purtroppo qualche furto si è già verificato - spiega Sigolo - . E poi c'è l'usura del tempo perché in alcuni di questi cantieri degli edifici c'è solo lo scheletro, più si aspetta maggiori saranno i danni».

Claudio Malvicini