Acqua e tariffe, braccio di ferro infinito
VOGHERA.Acqua sempre più «bollente» dai rubinetti vogheresi: il braccio di ferro tra Consorzio dell'Ato e Asm diventa un caso politico. Le scaramucce, sotterranee, sono venute a galla quando il del presidente Delio Todeschini ha spiegato perché, a suo dire, Ato e Pavia Acque non hanno colpa degli aumenti che i cittadini si troveranno in bolletta e che andranno a finanziare investimenti sulle reti. Parole che erano suonate come un'accusa d'inefficienza per l'Asm. Il presidente Gianpiero Rocca era passato al contrattacco descrivendo un'azienda orientata al contenimento delle tariffe. Todeschini entra a gamba tesa: «Finché il Cipe ha tenuto ferme le tariffe nessun aumento, quando poi si è permesso agli erogatori un aumento retroattivo, nel maggio 2009 Asm Voghera ha inoltrato la sua richiesta d'aumento». Todeschini, carte alla mano, spiega che Asm all'epoca «Aveva valutato di optare per un aumento di pochi centesimi al di sotto rispetto a quello poi deliberato dall'Ato». Ma nel merito di quella proposta, datata 29 maggio 2009, spiega: «Dobbiamo pensare che quello di Voghera sarebbe stato un incremento finalizzato soltanto a coprire le spese mentre per noi la priorità è far fronte ai mutui dei Comuni, agli ammortamenti e agli investimenti». Sul braccio di ferro Ato-Asm ci sono punti cruciali. Domande alle quali la società di via Pozzoni risponde.
L'azienda ha trasferito all'Ato 60 persone e il costo è passato da 1milione 322mila euro a 2milioni 615mila 400 euro. La differenza potrebbe appesantire ulteriormente la tariffa acqua. A cosa è dovuta? «I trasferimenti - è la risposta - non sono stati decisi dalle Asm ma dall'Ato con il piano d'ambito. La questione relativa ai dati 2006 nasce da un'errata rilevazione effettuata in autonomia dall'Ato sui bilanci societari. Dev'essere precisato che il costo del personale non costituisce alcun problema in termini tariffari poiché tale costo era già ripagato dalle tariffe vigenti prima dell'aumento». Sembra che Asm in base alla delibera del Cipe del 4 aprile 2001 abbia provveduto a incassare dall'utenza un'addizionale del 5% con destinazione vincolata (fognature e depurazione), ma che ad oggi l'azienda non abbia ancora provveduto a trasferirli interamente a Pavia Acque. Perché? «In merito alle risorse - è la risposta Asm - incassate per gli aumenti Cipe relativi ai servizi di fognatura e depurazione per conto dell'Ato, deve essere precisato che tali somme, in parte già versate e in parte inserite nei bilanci delle società come debito verso l'Ato, sono sempre state a disposizione dell'ente, che peraltro non le ha utilizzate. Infatti a fronte del versamento all'Ato dal 2003 di circa 8milioni di euro, a tutt'oggi nessun investimento è stato realizzato ne progettato. Quanto sopra è dimostrato dal fatto che le somme depositate presso l'Ato sono state trasferite a Pavia Acque, che ha ricevuto anche i crediti verso le Asm ed ha deciso che riscuoterà tali crediti non appena tali risorse saranno necessarie per pagare opere realizzate. Quindi nessuno finora ha realizzato nulla e finora nessuno ha anticipato o sta anticipando nulla, bisognerebbe capire perché dal 2003 sono stati chiesti soldi agli utenti e finora con tali soldi non è stato fatto nulla». E' vero che Asm Voghera aveva sottoscritto l'impegno nei confronti di Pavia Acque di trasferirle parte della tariffa per pagare i mutui che le erano stati trasferiti? «E' vero ed è successo. I mutui sono stati trasferiti a Pavia Acque dalle Asm in attuazione a quanto prevede al legge, Cosi è successo il 15 luglio 2008 e Pavia Acque ha cosi acquisito i debiti di tutte le società. A fronte di ciò, come promesso, l'Ato doveva dare attuazione ad un adeguamento tariffario utile a garantire a Pavia Acque gli introiti necessari a pagare mutui e costi di funzionamento. All'aumento tariffario non è stata data attuazione se non un anno dopo e in tutto questo periodo Pavia Acque, che non godeva di alcun introito, ha potuto sopravvivere solo grazie al supporto delle Asm socie. Bisognerebbe comprendere perché, nonostante le promesse, l'Ato abbia sollecitato la costituzione di Pavia Acque entro iò 2007 e la sua patrimonializzazione entro il primo semestre 2008 per poi applicare gli aumenti solo dal primo luglio di quest'anno: forse per motivi di tornata elettorale?».