Valle, giù i mattoni dalla chiesa

VALLE.Cade un mattone dal cornicione della chiesa di San Rocco e se non si è fatto male nessuno è solo merito del caso. E' successo nella notte tra sabato e domenica in Contrada della Valle, strada stretta e a senso unico vicino alla piazza principale del paese, e la mattina dopo, attorno alle 11, una squadra di pompieri di Mortara è arrivata con l'autoscala per controllare le condizioni del cornicione della chiesa. I vigili del fuoco hanno lavorato un paio d'ore per togliere tutti i mattoni pericolanti, ai loro piedi i vigili urbani hanno transennato l'area per una striscia di circa 20 metri, cosi da costringere i pedoni a camminare sull'altro lato della strada, su cui si affacciano l'ingresso secondario della scuola media Ganora.
Non più tardi di otto anni fa il consiglio parrocchiale aveva pagato i lavori di manutenzione del tetto, ora il problema si ripresenta. «La colpa non è del tempo, ma dei piccioni che fanno il nido nel sottotetto - spiega il sindaco Pier Roberto Carabelli, che fa parte anche del consiglio parrocchiale - . Ora di rischi non ce ne sono più, ma abbiamo contattato un'impresa edile che dovrebbe bloccare i mattoni del cornicione con una resina speciale. La Sovrintendenza dovrebbe fare un sopralluogo venerdi per dirci se autorizza questo intervento, ma credo che il problema principale sia trovare i soldi». Gli interventi di questo tipo sono costosi. «Per liberare il sottotetto della casa di riposo e riparare i danni causati dai piccioni il Comune ha pagato circa 20mila euro. E nella stessa situazione della chiesa di San Rocco c'è anche al cimitero - continua Carabelli - . I problemi in tutti i paesi sono due: impedire l'arrivo di altri piccioni e limitare la proliferazione di quelli che già ci vivono. La Provincia organizza periodicamente delle battute di caccia, ma vengono fatte in campagna, mentre molti piccioni hanno i nidi nei centri dei paesi, dove non puoi metterti a sparare». Secondo Carabelli la responsabilità è delle società che si occupano di allontanare i piccioni dalle grandi città. «Vengono in campagna a liberare i piccioni, li ho visti anch'io - dice il sindaco - . Forse sperano di essere ingaggiati anche dai sindaci dei piccoli centri, ma cosi il problema si sposta e non si risolve». (cla.mal.)