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PAVIA, I PROGETTI NO
A Città Giardino
raddoppierà il traffico
Sul giornale avevamo chiesta l'istallazione, qui a Pavia, di una lanterna semaforica in via Folperti nei pressi della piscina (spesa euro 1500) per garantire in sicurezza l'attraversamento pedonale. L'allora assessore Portolan sul giornale lo dava per imminente. Contestualmente lo stesso assessore ammetteva che l'apertura di un ulteriore ponte sul naviglio avrebbe spostato il nutrito traffico dall'asse Campari-Bligny alla via Folperti.
Per i residenti di Città Giardino raddoppiare il traffico vuol dire raddoppiare l'inquinamento atmosferico ed acustico a causa di una tangenzialina ad alto traffico che scavalcherebbe il naviglio per arrivare ad una nuova rotatoria in via Rismondo (spesa 1,5 milioni di euro) e forse solo per garantire l'accesso alla lottizzazione area Scalo.
Dopo tante chiacchiere dei politici, al momento di approvare la tangenziale nord che taglia il parco Visconteo, era chiaro che la salute dei residenti e lo sfregio all'antico Naviglio (ponte sghembo? Taglio di alberi) poco importano alla politica locale.
Una politica che da un lato impone un'onerosa burocrazia per la più piccola modifica dei nostri immobili (regolamenti comunali, igienico-ambientali, zonizzazione acustica, tutela ambientale di alberi e cespugli, ecc.), dall'altra con sospetta facilità deturpa zone di alto valore monumentale ed ambientale come il Naviglio e le rive.
Alla delibera di approvazione del progetto, avevamo fatto osservazioni scritte, ma la stessa minoranza in consiglio (dimostrando sudditanza su questa e altre dubbie operazioni immobiliari in itinere) ha evitato di approfondire la fondatezza delle elusive risposte degli uffici sulle questioni poste (zonizzazione acustica della via Folperti, rotatoria in più in via Rismondo, strada Case Nuove Canonici a fondo cieco, ponte sottoutilizzato zona stadio, priorità della spesa ecc.), cosi che il consiglio comunale ha approvato il tutto.
Forse chi alle elezioni aveva votato per Cattaneo sindaco dovrebbe chiedersi: dov'è il segno di discontinuità con il precedente sindaco e cosa Cattaneo farà rispetto al partito del mattone (residenza e supermercati) che ci condanna al ruolo di città dormitorio di Milano?
Gli abitanti del quartiere osservano delusi come ancor oggi non si trovino pochi soldi per il semaforo della piscina e si spende tanto denaro pubblico per un intervento che faciliterà la lottizzazione scalo, ma peggiorerà le condizioni di vita e di salute del quartiere trasformando via Folperti... in una tangenzialina ad alto traffico.
Attendiamo risposte concrete dal sindaco.
ing. Rosario LeonardiPavia
PRIMARIE A PAVIA
Pd, basta con le divisioni
dei leader nazionali
A pochi giorni dalle elezioni primarie del 25 ottobre, manca ancora un passaggio per definire la struttura direttiva del Pd nei prossimi quattro anni; un passaggio democratico e necessario, che in questi giorni impegna il partito nella preparazione dei congressi di circolo e delle primarie per l'elezione del segretario provinciale.
Ebbene, come elettori di Bersani, Franceschini e Marino, riteniamo che le mozioni legate ai candidati alla segreteria nazionale abbiano esaurito la loro funzione. Dal 26 ottobre Pierluigi Bersani è il segretario di tutto il Partito Democratico. Per noi, ciò significa pertanto rifiutare la riproposizione delle mozioni a livello locale, perché crediamo che la trasposizione «sic et simpliciter» delle dinamiche del confronto nazionale in contrapposizioni correntizie a livello locale non sia un'utile semplificazione, bensi una forzatura.
Il confronto che ci deve portare all'elezione dei coordinatori di circolo, dei coordinatori cittadini e del segretario provinciale deve avvenire sui contenuti della linea politica e sulle proposte di organizzazione del partito, e non sulla base di nomi presi indebitamente in prestito dalle mozioni nazionali.
Detto questo, resta il fatto che in larga parte del territorio provinciale il PD si ritrova all'opposizione. Occorre quindi far tesoro degli errori commessi nell'ultimo decennio e costruire insieme un nuovo modo di fare politica, tale per cui gli schieramenti nazionali non siano tra loro alternativi (la conta per chi «comanda»), ma complementari (il concorso di idee per costruire davvero il partito che vorremmo).
È dunque a prescindere dalle «collocazioni nazionali» che noi sottoscrittori intendiamo rivolgerci a coloro che vogliono voltare pagina, per costruire insieme un Partito Democratico che persegua questi obiettivi.
Giuseppino Alghisi, Luigi Barbieri, Tullio Baruffi, Luisa Bucci, Daniele Calvi, Andrea Capella, Claudia Cappelletti, Ivano Cassini, Fabio Castagna, Serena Cernecca, Alessandro Confetti, Marco Dagradi, Massimo Depaoli, Corrado Fiaccola, Salvatore Finocchiaro, Carla Fenoglio, Giovanni Galliena, Marco Gianesella, Guido Giuliani, Angela Gregorini, Andrea Lucca, Eolo Lucentini, Marco Marchesi, Emanuela Marchiafava, Nadia Meriggi, Roberto Moroni, Riccardo Montagna, Tullio Montagna, Davide Ottini, Claudio Pasi, Fulvio Pedrazzini, Roberto Piacentini, Marco Podda, Luigi Premuni, Stefano Ramat, Antonio Ricci, Massimo Ricciardo, Ottavio Giulio Rizzo, Chiara Rocca, Mario Rocca, Matteo Rizzi, Ezio Sartoris, Vito Savino, Chiara Scuvera, Michele Tsantinis, Paolo Villa e Pietro Zanaletti
NON SOLO BERLINO
I tanti muri che ancora
dovrebbero crollare
A notte inoltrata, in consiglio comunale a Pavia, l'altra sera, è comparso uno striscione che recitava: 9/11/1989 - 9/11/2009 «contro ogni muro», a rievocare la caduta del muro di Berlino, con relativa richiesta di dedicare una via o una piazza all'evento.
Discussione vivace e civile, unanimità di intenti. «Contro ogni muro»: prescindendo dalla caduta del muro di Berlino, di per sé epocale, vi sono tanti altri muri che dovrebbero cadere. Ma non è una questione politica, bensi culturale.
L'arroganza del potere, l'indifferenza dei più verso i diversamente abili, verso i deboli, anche verso gli immigrati che non delinquono, i diversi insomma, quelli che contano poco o niente: l'omertà, la discriminazione strisciante, la mancanza di generosità nei confronti di chi soffre o è indigente, la sordità dei ricchi alle richieste di aiuto dei poveri, le stesse barriere architettoniche sono muri invalicabili, perché in un modo paradossalmente globalizzato prevalgono egoismi e convenienze personali che fanno presa anche tra i giovani, tranne poche e gradevoli eccezioni; c'è una componente volontaristica che resiste e ci dà da fare, grazie a Dio, la parte più nobile di questo paese che sembra rassegnato a subire prepotenze e prevaricazioni.
Paolo Bottoniconsigliere comunale Pavia
CASORATE E PAVESE
Strade, adesso la Provincia
è pronta a fare i lavori
Sulla Provincia Pavese del 31 ottobre è stata pubblicata una vibrata protesta di Luigi Cosentini, consigliere comunale di Casorate Primo. Si lamentava delle numerose buche presenti sulle strade e della carenza di segnaletica verticale ed orizzontale. Le strade maggiormente interessate risultano quelle che da Casorate vanno a Trovo, Bubbiano e Besate. La sua denuncia è stata inviata alla Provincia di Pavia e al sindaco di Casorate Primo.
In qualità di consigliere provinciale dell'Udc eletto nel Collegio di Casorate, sento il dovere di fare alcune precisazioni utili.
La situazione di disagio della viabilità nelle strade del Pavese (Alto e Basso) è all'attenzione non solo dei consiglieri provinciali del territorio, ma anche del presidente e della giunta provinciale. L'Ufficio tecnico sta rivolgendo una particolare attenzione al territorio mantenendo monitorata la situazione costantemente.
In realtà il problema è rappresentato da un patto di stabilità capestro che produce una scarsa disponibilità finanziaria all'Ente.
Da mesi i mass media locali e nazionali stanno informando la popolazione di questa crescente camicia che si stringe sui Comuni e sulle Province impedendo ogni discrezionalità alla spesa corrente. Malgrado questa difficile situazione, il prossimo consiglio provinciale approverà l'assestamento del bilancio 2009; in esso sono previste disponibilità economiche prevalentemente per la viabilità; si potrà cosi avviare un processo di risanamento.