«Preoccupa il gruppo che si rifà alle Br»

VARESE. «Ci preoccupano i segnali che abbiamo ricevuto dell'attività di un gruppo che si rifà alle Brigate Rosse»: lo ha detto il ministro dell'interno Roberto Maroni parlando con i giornalisti ieri a Tradate.
«Questi episodi - ha aggiunto Maroni - si aggiungono al pericolo del terrorismo islamico che c'è e risulta evidente dagli ultimi fatti. Stiamo decidendo - ha concluso - le misure da prendere».
Il riferimento del ministro dell'Interno è ai «Nuclei di azione territoriale (Luca e Annamaria Mantini)», un'organizzazione che ha firmato un documento contenente minacce a politici e giornalisti recapitato venerdi scorso per posta alla redazione di Bologna dell'Unità, a quella del Resto del Carlino e ad altri quotidiani.
Il documento, composto da quattro cartelle, avrebbe la struttura di una 'risoluzione strategica", approvata nell'ottobre del 2009 dai cinque 'nuclei territoriali" di questa nuova organizzazione intitolata a due terroristi dei Nuclei armati proletari: Luca Mantini fu ucciso a Firenze il 29 ottobre del 1974 durante un tentativo di rapina, mentre sua sorella Annamaria a Roma l'8 luglio 1975 nel corso di una operazione antiterrorismo.
I 'Nuclei di azione territoriale (Luca e Annamaria Mantini)" costituiscono una sigla inedita nel panorama eversivo interno. Il documento recapitato alle redazioni è al vaglio del pool antiterrorismo della procura di Bologna, secondo cui - cosi avevano detto venerdi gli inquirenti bolognesi - «non va sottovalutato né enfatizzato, ma analizzato».
Nel documento si parla di passare all'«azione diretta», «violenta», della necessità di entrare in clandestinità per agire contro gli artefici della repressione e dunque, forze dell'ordine, carceri, centri di identificazione per gli immigrati, ma anche mezzi di informazione.