«E' lui il ladro», ma stavolta è un errore


SAN DAMIANO. D'accordo, i precedenti non aiutavano. Reati contro il patrimonio. E cosi, trovato sul luogo di un furto, lo hanno denunciato come ladro. Ma al processo si è scoperto che non lo era.
La storia è curiosa, anche perché l'uomo non è stato denunciato dai carabinieri, ma dal suo vicino di casa, un avvocato milanese che possiede un'abitazione a San Damiano al Colle, proprio adiacente a quella di Simone V., trentenne, che quella sera stava cenando con la moglie e con un amico.
Ebbene, i tre mangiano e chiacchierano quando Simone sente un rumore provenire dall'esterno. Esce per dare un'occhiata. Si dirige verso il muro della villetta dell'avvocato (con il quale, pare, abbia anche un contenzioso aperto) e si tira su, per dare un'occhiata all'interno del cortile. Nota dei sacchi, che poi scoprirà contenevano la refurtiva.
In quel momento si affaccia anche la vicina di casa. I due scambiano qualche parola, poi decidono di chiamare i carabinieri. I militari arrivano, raccolgono qualche informazione, avvertono l'avvocato e stendono una relazione. Proprio l'avvocato (sarà per i precedenti di Simone), lo denuncia, sospettandolo per il furto. E Simone finisce a processo. A difenderlo c'è l'avvocato Sara Bressani. Che a sua volta interroga i testimoni e si scopre (ma si doveva arrivare fino in aula?) che Simone non era il ladro, perché era rimasto in casa per tutto il tempo e che, peraltro, nessuno l'aveva visto saltare quel muretto. Assolto.

Filiberto Mayda