Arrestata la banda delle stazioni
VOGHERA.Sono stati arrestati dai carabinieri di Verbania i ladri che hanno scassinato e vandalizzato più volte le biglietterie automatiche della stazione ferroviaria di Voghera.
«Si è trattato di furti cosi distruttivi e ripetuti - spiega un ferroviere vogherese - da costringere Trenitalia ad eliminare qui da noi la possibilità di pagare in contanti con le biglietterie automatiche. Da quasi un anno le macchinette installate a Voghera accettano pagamenti solo con carta di credito o bancomat: un evidente disagio per l'utenza. Spesso infatti i clienti sono persone anziane che hanno difficoltà con i macchinari automatici e che non hanno neppure tessere di pagamento».
Gli arrestati sono cinque romeni. Sono finiti in manette Gabriel Raul Brunet, 36 anni; Valentin Agache, 29 anni; Costantin Ciucano, 34 anni; Florin Fieraru, 34 anni; Marcel Tabacaru, 35 anni. Secondo i carabinieri durante la sua attività la banda ha messo insieme non meno di 120mila euro, svaligiando le biglietterie automatiche delle stazioni ferroviarie di Trenitalia in mezzo Nord Italia.
La loro base logistica era in via Scalabrini, alla periferia di Como. Mediamente ogni colpo gli fruttava non meno di cinquemila euro: la stessa Trenitalia, però, non è stata in grado di quantificare con precisione il valore della refurtiva. Visto l'argomento, i carabinieri di Verbania hanno chiamato la loro operazione «Eurostar». Nella banda, oltre ai cinque romeni arrestati, c'erano anche altre due persone che sono ancora ricercate. A condurre l'indagine sono stati i carabinieri del comando provinciale di Verbania. L'inchiesta era infatti iniziata dopo la denuncia di una serie di furti compiuti nelle stazioni di Omegna, Stresa e Arona. In quelle occasioni erano stati anche scassinati i videopoker presenti nei bar delle stazioni. Nello stesso periodo la banda, stando alle risultanze investigative, non aveva disdegnato di «visitare» anche le stazioni di Como-San Giovanni, Varese, Pavia, Voghera, Cuneo e Verona. Provenienti da Roma, i sette malviventi identificati dai carabinieri avevano trovato rifugio in un appartamento di via Scalabrini a Como, ospiti di un connazionale.
A quanto pare i carabinieri sono giunti ad incastrarli confrontando le impronte digitali trovate su numerose delle macchinette scassinate: tutte aperte con lo stesso sistema. (p.fiz.)