L'affare delle bonifiche, ora si indaga sulle società

PAVIA.Dopo l'acquisizione in Provincia dei documenti sulle bonifiche, l'attenzione degli inquirenti milanesi si sta soffermando sulle società che hanno partecipato ad alcuni degli interventi più importanti sul territorio della provincia di Pavia. Come quello della bonifica dell'ex zuccherificio di Casei Gerola. La Procura di Milano pochi giorni fa ha inviato la Forestale negli uffici dell'ente di Pavia per acquisire le relazioni e i certificati di avvenuta bonifica su diverse aree dal 2005 a oggi. Ora i controlli si stanno spostando sulle società coinvolte negli affari delle bonifiche e sui loro meccanismi di costituzione e partecipazioni.
Se gli sviluppi dell'inchiesta milanese, che presenta diverse ramificazioni, non sono facilmente prevedibili, i fatti dicono che nella bonifica dell'ex zuccherificio sono entrate diverse società, collegate tra loro con confini che non sempre appaiono cosi netti.
Al centro c'è l'Immobiliare Casei Gerola, società coinvolta sia nel progetto della centrale a sorgo, sia nella bonifica e nella riqualificazione dell'area dell'ex zuccherificio, almeno fino a un certo punto. La società, partecipata dalla 'Walde Ambiente" di Grossi e da Finbieticola Casei, di cui è presidente Mario Resca, (a sua volta partecipata da Rea Dalmine, la stessa impresa coinvolta nella bonifica dell'ex Montedison), è anche quella che presenta la proposta di riqualificazione dell'area dell'ex zuccherificio, nel 2008, al Comune di Casei Gerola.
A febbraio l'amministrazione guidata dal sindaco Giancarlo Foschi assume un atto di indirizzo sulla riqualificazione dell'area, successivamente impugnato da Ezio Stella, l'attuale sindaco, e revocato.
La delibera si basa su un presupposto non esatto, e cioè che l'Immobiliare Casei Gerola ha acquistato l'area da Italia Zuccheri. E' la stessa Finbieticola Casei (società scissa da Italia Zuccheri, proprietaria dei terreni), a comunicare, a giugno del 2009, che l'area dell'ex zuccherificio è stata in realtà ceduta alla società 'Iniziative Oltrepo". Che fa sempre riferimento a Grossi. Il quale, quindi, con questo meccanismo acquista l'area, per diversi milioni di euro, e nello stesso tempo la bonifica, incassando, per questo intervento (non finito), i soldi dei finanziamenti europei. Un passaggio che la magistratura milanese sta cercando di chiarire. (m. fio.)