Studio, nelle banche italiane aumentano i crediti dubbi

MILANO.Utili a fine 2009 generalmente migliori di quelli dell'anno scorso, graduale riduzione della massa dei prodotti rischiosi «in pancia», aiuti statali anticrisi ancora non restituiti. Questa la fotografia di R&S Mediobanca al sistema bancario europeo, con qualche allarme per gli istituti italiani: scarsa qualità del credito e rischio ricapitalizzazione legato alla normativa Tier. Secondo lo studio nei primi sei mesi del 2009 i crediti dubbi lordi nel sistema delle grandi banche europee sono arrivati a un totale di 358 miliardi di euro (+22%), contro i 294 di fine 2008. Tra le banche «tradizionali», quelle italiane mostrano più di altre segnali preoccupanti: Intesa SanPaolo é a 29 miliardi di crediti lordi classificati come dubbi (+29% da fine 2008 al giugno scorso), Unicredit a 49 miliardi (+18%). Critico é il dato tra crediti dubbi rispetto alla massa dei crediti dei clienti: la media europea é all'1,9%, mentre Intesa é al 4,3%, Unicredit al 4,2%, Mps al 6,8%. E la situazione non cambia nel rapporto tra crediti dubbi e il patrimonio: la media europea é del 27%, mentre questo rapporto per Monte dei Paschi nel giugno scorso é salito al 128%, per Unicredit al 70%, per Intesa SanPaolo al 65%.