«Un desiderio sbagliato di vedere riconosciuta la propria identità»

TORTONA.Cosa spinge i giovani agli atti di bullismo? Una spiegazione a fornisce Gianni Castagnello, docente di filosofia con una pluriennale esperienza nella scuola tortonese.
«Casi di bullismo - dice Castagnello - ce ne sono sempre stati ma si è trattato per lo più di episodi di scarsa rilevanza che sono stati stroncati sul nascere con una semplice ramanzina da parte di preside e docenti e riguardavano quasi sempre le matricole, cioè gli studenti del primo anno. Sono casi che hanno sempre riguardato i maschi, soltanto recentemente assistiamo ad episodi di bullismo che vedono protagoniste le ragazze ed è questo, sicuramente un fattore nuovo rispetto al passato. Una spiegazione su questo comportamento e sul bullismo in generale è riconducibile al bisogno di un riconoscimento della propria identità da parte degli altri. Per ottenerlo si può ricorrere a qualsiasi mezzo e quindi anche alla vera e propria intimidazione nei confronti dei compagni di scuola».