Disagio giovanile Il primo incontro
BRESSANA BOTTARONE«La droga è un problema che tocca tutte le famiglie, sia direttamente che indirettamente, e bisogna sempre tenere gli occhi aperti affinché i propri figli non cedano alla tentazione di provare uno spinello, la cocaina oppure una pasticca d'ecstasy».
Cosi i relatori del primo convegno sul tema «Per educare un figlio ci vuole un paese intero» hanno messo in guardia i genitori che hanno presenziato al primo di una serie di appuntamenti incentrati sul disagio giovanile ed i modi per affrontare questo fenomeno.
Dopo l'introduzione svolta da Maria Teresa Torretta, che ricopre la funzione di coordinatrice di Bressana Nuova, che ha organizzato questo percorso di incontri, a prendere la parola è stato Franco Gabba, medico di Bressana Bottarone: «Non possiamo restare indifferenti di fronte a certe statistiche, che vedono un forte aumento del consumo di droga e l'abbassamento dell'età media di coloro che assumono queste sostanze. C'è chi inizia a 15 anni, ma a volte anche a 11. Il bisogno sfocia poi nella tossicodipendenza, con gli altri fenomeni che ne derivano come quelli del bullismo e delle ragazze che si prostituiscono, tutto per avere i soldi necessari a comprarsi la dose - ha spiegato il dottor Gabba -. I nostri figli ormai ne vengono a contatto tutti i giorni soprattutto nelle realtà scolastiche, e facilmente possono trovarsi davanti alla scelta se iniziare o meno. Bisogna far capire loro che anche una sola dose può essere letale, occorre dire chiaramente che gli effetti sul corpo e sulla psiche sono devastanti».
Il sindaco di Bressana Bottarone, Davide Rovati, anch'egli seduto in platea, ha confermato che nel suo paese al momento vivono circa 150 tossici riconosciuti («Ma in realtà il numero è maggiore» ha aggiunto Franco Gabba). Al primo incontro sulla genitorialità ha partecipato don Franco Tassone, che in passato era stato responsabile della Casa del Giovane a Pavia, ed attualmente è responsabile di una parrocchia nel capoluogo.
«Si deve fare uno sforzo comunicativo per arrivare al cuore dei ragazzi e suscitare le loro emozioni, bisogna guardarli negli occhi - ha detto don Franco - Mostrate loro le cose belle della città dove vivono, comunicate rispetto ed amore. Bisogna fare un passo alla volta, e con questo incontro il passo è stato compiuto».