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Vent'anni fa la caduta del Muro di Berlino ha liberato un po' tutti, almeno in Europa e anche in Italia. Ma la libertà riconquistata ha avuto un prezzo per tutti, soprattutto per coloro che avevano fino ad allora vissuto una vita grama, pur con qualche rete di protezione, al di là del muro e della cortina di ferro. Si sono trovati del tutto privi di assistenza, spesso esposti a oligarchi avidi e senza scrupoli.
Eppure, tranne che in Russia, hanno saputo costruire democrazie decenti in tempi davvero brevi. Molti hanno sperato che le liberaldemocrazie vittoriose, grazie al loro sviluppo economico e ai loro stili di vita, una volta sconfitto il comunismo, dessero inizio a una nuova storia.
Invece, la storia che stiamo vivendo ha qualcosa di antico, ma soprattutto di inaspettatamente minaccioso. Si erge possente, fortificato da apparentemente incrollabili credenze religiose, il fondamentalismo. Sopravvivono alle sfide della modernità e della secolarizzazione, le teocrazie. Si affidano al terrorismo, oppure ne vengono ricattate. Da otto lunghi anni sono in corso due guerre in Iraq e in Afghanistan, la prima quasi vinta la seconda quasi persa.
Paradossalmente, l'equilibrio bipolare del terrore fra Usa e Urss aveva prodotto una situazione di rapporti relativamente ordinati nel Primo mondo, con piccole guerre periferiche come valvole di scarico della violenza. Certamente, non a causa della caduta del Muro di Berlino, ma per la comparsa di altri fenomeni, il disordine internazionale ha fatto la sua comparsa.
E' emerso un Muro che sembra quasi più solido di quello di Berlino. Separa i sistemi politici che, da un lato, riconoscono il pluralismo, anche religioso, e dall'altro, segnalano una netta distinzione fra credenze religiose e politica, dai sistemi politici nei quali la religione è unica e si impone alla politica, bloccando qualsiasi processo di modernizzazione sociale e culturale.
Anzi, per proteggersi dall'eventualità di una modernizzazione che sfidi il potere religioso-politico, quei sistemi sembrano disposti a trattare con i terroristi offendo santuari in cambio di immunità dalle loro azioni. Dietro quei muri, le tensioni continuano a prodursi, come dimostra l'Iran.
Nonostante tutto, le strade della trasformazione positiva del mondo dopo la caduta del Muro di Berlino sono ancora sostanzialmente aperte. In Europa hanno condotto all'ampliamento dell'Unione Europea.
Nel resto del mondo le turbolenze costituiscono, anche nelle loro battute d'arresto, un segnale di vitalità. Qualcuno sostiene che, probabilmente, la democrazie è il destino dell'umanità. Certamente, è necessario che i popoli che la desiderano ci mettano lo stesso spirito di sacrificio con il quale i cittadini dei regimi comunisti dell'Europa centro-orientale hanno saputo erodere, superando repressione dopo repressione, un muro che sembrava invalicabile, indistruttibile.

Gianfranco Pasquino