La piccola ha visto il massacro, poi è stata uccisa
STRADELLA. Forse la bambina ha visto tutto, perchè la piccola Claudia è stata l'ultima a morire. E' questa, secondo alcune indiscrezioni, la novità più agghiacciante che emergerebbe dalle indagini sul triplice omicidio della settimana scorsa in via Buozzi a Stradella.
La famiglia massacrata è quella di Anton Melyshi, un albanese di 33 anni, l'unico sopravvissuto: non ha potuto fare nulla per difendere le congiunte perchè al momento della strage era fuori casa. Sono morte sua moglie Rina, 23 anni; la piccola Claudia, 4 anni; e sua cognata Ornela Ndoj, 19 anni. Tutte uccise a coltellate, quasi certamente da Alfred Melyshi, 24 anni, fratello di Anton e quindi zio e cognato di due delle vittime: dal giorno dell'eccidio è ricoverato all'ospedale di Voghera per alcune profonde ferite al petto. E' stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario plurimo.
La ricostruzione secondo cui la piccola Claudia è stata uccisa per ultima è ancora ufficiosa ma potrebbe essere quella vera, visto che è confermata dalle testimonianze dei vicini di casa, raccolte subito dopo la strage. I vicini, concordemente, hanno riferito agli inquirenti e anche ai cronisti accorsi sul posto di avere sentito grida e strepiti venire dall'appartamento del secondo piano, più o meno verso le 15. Urlavano le due donne adulte e a quanto pare c'era anche una voce maschile: forse quella di Alfred. La bambina, evidentemente spaventata da quanto stava accadendo e stava vedendo, piangeva invece in modo disperato.
I vicini hanno riferito che all'improvviso le due donne hanno cessato di urlare, e che si è sentito solo la bambina che continuava a piangere. Poco dopo ha taciuto anche lei, di colpo. Da quel momento è scesa la quiete nell'appartamento: fino alle 16, quando una cugina dei Melyshi è andata a trovarli e ha scoperto la strage.
L'esame delle ferite da taglio ritrovate sulle vittime, avrebbe permesso di avvalorare una prima ricostruzione che ha forti probabilità di essere quella autentica. La prima ad essere stata colpita sarebbe stata Rina, la madre: chi l'ha vista dopo il ritrovamento ha parlato di una coltellata alla schiena. Forse si è girata, e in questo modo ha ricevuto un'altra coltellata al fianco che l'ha raggiunta al cuore. Se questa ricostruzione è valida, sembra improbabile che possa avere avuto il tempo di impugnare uno dei tre coltelli trovati sporchi di sangue. Poi è toccato alla sorella 19enne: probabilmente è stata lei, che aveva avuto tempo di vedere cosa stava accadendo, a impugnare uno dei coltelli e a cercare di difendersi accoltellando al petto Afred Melyshi (che però sostiene di essersi accoltellato da solo). Alla fine sarebbe toccato a Claudia, trafitta da molte coltellate al petto. In base ai «si dice» la bimba aveva ferite da taglio anche alle mani e alle braccia, segno che aveva tentato di difendersi dalla furia omicida dello zio. O forse anche di qualcun'altro: non è ancora chiaro, infatti, chi impugnava il terzo coltello.
(ha coll. Pierangela Ravizza)