Berlusconi per D'Alema in Europa


ROMA.Massimo D'Alema ha il sostegno del governo italiano come candidato al ruolo di prossimo ministro degli Esteri dell'Unione Europea. E' stato lo stesso premier Berlusconi ad annunciarlo durante la riunione dell'ufficio di presidenza del Pdl dopo un pomeriggio in cui si è speso a favore dell'ex ministro con una serie di telefonate alle cancellerie europee e tra queste anche quelle a Nicolas Sarkozy ed Angela Merkel.
La scorsa settimana da Palazzo Chigi era arrivato un debole sostegno e ieri la giornata aveva preso una brutta piega quando l'ambasciatore polacco presso la Ue, Jan Tombinski, aveva detto che, per i paesi dell'est, sarebbe un problema un passato da ex comunista per il futuro ministro degli Esteri di Bruxelles.
Nessuno finora aveva messo in discussione la candidatura D'Alema su quest'aspetto e quindi è immediatamente scattato il chiarimento negli ambienti del PSE che, però, ancora non ha ufficializzato una proposta netta.
Poi è stato il portavoce della rappresentanza permanente di Varsavia a Bruxelles, Kacper Chmielewski, a precisare che non c'è alcuna pregiudiziale e che la Polonia non si opporrà ad alcuna candidatura per mister Pesc, inclusa quella dell'ex ministro degli Esteri italiano.
Ora il sostegno del nostro paese sembra diventato più consistente, anche se Berlusconi attende che sia il Partito socialista europeo a fare la prima mossa, mettendo in pista un solo nome. Le agenzie che dettavano dell'attivismo del premier italiano, hanno messo di buon umore D'Alema che però non smette di essere prudente. I rumors di Bruxelles continuano a considerare il ministro degli Esteri britannico David Miliband, il candidato più forte, anche se da Londra fanno notare che la candidatura di Tony Blair alla presidenza dell'Unione non è ancora stata ritirata.
Gli inglesi tengono le carte coperte in attesa di capire le vere intenzioni di paesi forti come Francia e Germania. In ogni caso, Miliband, che è pure tentato dalla possibile futura guida del Labour party, non ha un sostegno pieno da parte del suo primo ministro Gordon Brown. Il governo inglese, infatti, se dovesse cadere la candidatura di Blair alla presidenza, potrebbe chiedere un commissario europeo con un dossier economico pesante. Se cosi fosse, per Massimo D'Alema la strada sarebbe tutta in discesa.

Nicola Corda