Lite con l'amica, si uccide
VOGHERA. Si è sparato un colpo di pistola alla tempia, forse per una delusione amorosa: pochi minuti prima ci sarebbe stato l'ultimo tentativo di parlare con la ex fidanzata. Per uccidersi, ha scelto una piazzola di sosta a pochi metri dalla casa in cui abita la giovane, in strada Casalnoceto. L.V. aveva solo 24 anni. E' morto all'1 di notte all'ospedale San Matteo di Pavia.
La tragedia - secondo quanto ricostruito dal commissariato di Voghera - si è consumata in pochi minuti, nella serata di martedi. L.V. che abitata a Mezzana Corti, una frazione di Cava Manara, studiava e lavorava con il padre titolare di un'impresa di costruzioni. Il giovane è molto conosciuto nel Pavese, ma ha molti amici anche nella zona di Voghera. La sua ragazza, che era già diventata ex, è vogherese: una giovane di 22 anni.
Le cose tra i due - avrebbero accertato gli inquirenti - non vanno molto bene: tanto che la ragazza nei giorni scorsi decide di troncare la relazione.
La cosa getta nello sconforto L.V., che non vuole accettare la fine del rapporto. Martedi pomeriggio, quindi, il giovane decide di fare un ultimo tentativo di riconciliazione e si reca in strada Casalnoceto, dove lei abita con i genitori, a bordo della sua Chrysler Cabrio. A quanto sembra dalle indagini, sulle prime la ragazza si nega, poi accetta di parlare con lui. Il colloquio però non prende la direzione sperata dal ragazzo. Alle 19.15, dopo avere salutato la giovane, L.V. raggiunge la sua auto, che è parcheggiata poco lontano.
Il ragazzo (forse aveva già in mente un gesto estremo) prima di partire da casa ha preso da un cassetto una pistola: la calibro 38 che appartiene al padre e che è regolarmente denunciata. Stando sempre alla ricostruzione fatta dagli inquirenti, il giovane non ha portato la pistola in casa della ragazza, l'ha lasciata invece in auto.
Dopo essersi chiusa la portiera alle spalle L.V. si siede al posto di guida e scrive un bigliettino, poi ritrovato dagli agenti, in cui chiede perdono per il gesto. Poi impugna la pistola, l'appoggia alla tempia destra e preme il grilletto. La pallottola della calibro 38 infrange anche il vetro della portiera dal lato del guidatore. Il ragazzo si accascia sul posto di guida. E' ancora vivo.
Pochi secondi dopo in strada Casalnoceto passa un'altra auto. Alla guida c'è una donna che, alla luce dei fari, vede i cocci di vetro del finestrino sull'asfalto, poi quella sagoma che sembra chinata in avanti: forse, pensa, per cercare qualcosa da rubare. La donna chiama chiama immediatamente il 113. Poco dopo arriva sul posto una volante del commissariato di Voghera, che scopre la drammatica verità. Il 118 interviene con l'automedica e l'ambulanza della croce rossa di Voghera. I vigili urbani chiudono subito la strada per facilitare i soccorsi. Le condizioni di L.V. sono però disperate: viene portato direttamente al San Matteo di Pavia e ricoverato in rianimazione. A nulla valgono tutti i tentativi per salvarlo, L.V. muore poco dopo l'1 di notte.
La famiglia della ex fidanzata, involontaria e incolpevole testimone della tragedia, si è chiusa nel riserbo. «Abbiamo deciso di non fare commenti su questa vicenda» ha detto ieri pomeriggio al telefono la voce di una ragazza.