Carbone scommette sul Pavia


PAVIA. «Quest'anno non sono alla ricerca di traguardi personali, mi interessa dare una mano a questo gruppo eccezionale, che può davvero centrare degli obiettivi importanti».
Anche Benny Carbone si gode il primato in classifica nel girone A della Seconda Divisione. E ammette che non è un primo posto che arriva inaspettato. «Dire che è una sorpresa non sarebbe onesto - spiega il capitano - ci speravamo, consapevoli del fatto che con questi giocatori era possibile». Il tasso tecnico è superiore a quello della squadra della scorsa stagione, su questo Carbone non ha dubbi: «Abbiamo più giocatori d'esperienza e qualità in tutti i reparti. Affrontiamo le gare in maniera diversa e sappiamo anche gestirle meglio».
Resta però un divario netto tra le partite casalinghe, dove il Pavia marcia a livelli da record (6 gare, 6 vittorie e nessun gol subito), e quelle in trasferta (appena 3 pareggi e 2 sconfitte). Come si spiega? «Anche a Salò e Legnano non siamo certo scesi in campo meno convinti del solito, ma abbiamo trovato squadre più grintose e 'cattive" di quanto siamo stati noi. Ma già domenica sono convinto che ci confermeremo, almeno sotto il profilo della prestazione».
E c'è anche la convinzione che la squadra possa migliorare ancora. «Questa squadra ha ampi margini di miglioramento - dice il capitano - domenica scorsa abbiamo dato sicuramente il massimo come attenzione e concentrazione, anzi abbiamo fatto una partita perfetta, ma abbiamo ottenuto il risultato facendo il minimo sforzo». Come dire che una parte della potenzialità della squadra non si è ancora vista.
L'anno scorso a un certo punto del campionato Benny aveva fatto una scommessa con il tecnico Amedeo Mangone sul numero di gol che avrebbe segnato. Quest'anno no: «Voglio essere un giocatore che dà una mano a tutti. Se lo meritano, i miei compagni, perché sono ragazzi straordinari che possono dare ai tifosi soddisfazioni grandissime».
A proposito di tifosi, domenica scorsa al Fortunati si è vista una scena sgradevole al termine della gara, con i giocatori dello Spezia costretti dai loro supporter ad andare davanti alla curva a prendersi insulti e minacce.
«Questo è anticalcio, non l'ho mai sopportato - dice Carbone - nessun giocatore entra mai in campo per perdere. Lo Spezia ha fatto una squadra per vincere il campionato, ma non è detto che ci debba riuscire. A Pavia cosa del genere non succedono: anche l'anno scorso, quando andavamo male, nessuno si è mai permesso di minacciare. Tutti possono avere delle difficoltà, penso anche al Foggia del mio ex compagno Fabio Pecchia (hanno giocato assieme a Napoli e poi a Como, ora Pecchia guida il Foggia, ndr), una persona d'oro. Quando invece ero a Parma, ci fu il crac Parmalat e non prendemmo lo stipendio per molti mesi, ma restammo uniti anche con i tifosi. E' quello che accade anche a Pavia. E il mio sogno è quello di vedere lo stadio biancazzurro, come quello dei playoff: assieme ai tifosi questa squadra può arrivare davvero molto in alto».

Luca Simeone