Diego pessimista, stop Gattuso

TORINO.Tre punti, Diego e poco altro. A Tel Aviv la Juve ha visto aumentate le proprie possibilità di qualificazione Champions, ma è stata ancora una volta messa in difficoltà da un avversario reattivo e veloce, anche se modesto, con Buffon costretto agli straordinari. Sabato trasferta a Bergamo, ma sul campionato i bianconeri non si illudono: «L'Inter ha 7 punti in più - dice Diego - . Ci serve più continuità, ma il modulo non c'entra, dobbiamo mantenere la concentrazione per 90'». A Tel Aviv la Juve ha concesso poco, ma la manovra è stata lenta e troppo articolata. Alla ribalta negativa Melo, Grosso a Tiago: macchinoso il primo, lento il secondo, impalpabile il terzo. Bene Caceres, Diego (anche se con qualche tocco di troppo) e Camoranesi, ma il filtro di centrocampo però non è sufficiente. «Sono arrivato tardi, dopo la Confederation Cup - si difende Melo - e non ho potuto allenarmi come un anno fa».
Tempi duri anche per Rino Gattuso, che non riesce a fare un mese intero senza infortuni. Ieri mattina si è fermato per un guaio ai muscoli flessori della coscia destra e oggi farà un'ecografia. Finora Gattuso è riuscito a giocare poco più di mezz'ora in Champions League e meno della metà dei minuti in campionato (451 su 990). Dopo l'1-1 con il Real i rossoneri restano in testa al gruppo C e si godono un Ambrosini in grande forma e i brasiliani ritrovato, Pato e Ronaldinho, che hanno realizzato sette degli 11 gol dal Milan nell'ultimo mese. Ma è tutta la squadra ad aver cambiato marcia dopo il difficile mese di settembre, ora il Milan mostra più movimento, più ritmo e un equilibrio che consente ai rossoneri di non soffrire troppo in difesa nonostante i tanti giocatori con caratteristiche offensive. Domenica saranno a Roma con la Lazio.