Lady Abelli, si discute la scarcerazione dopo l'esame dei pm

PAVIA. L'interrogatorio di Rosanna Gariboldi, in carcere da quattordici giorni, apre uno spiraglio per un suo ritorno a casa. «Sono venute meno le esigenze cautelari», commenta l'avvocato Pietro Trivi, che fa parte del collegio difensivo.
I pm, tuttavia, un bilancio dell'interrogatorio non lo hanno ancora fatto. Solo questa mattina l'avvocato Ennio Amodio, che difende Rosanna Gariboldi insieme a Trivi e a Maria Novella Galantini, incontrerà il pubblico ministero Laura Pedio. E solo questa mattina si saprà se l'interrogatorio dell'altra sera, che si è protratto per oltre cinque ore, ha segnato un punto a favore per l'ex assessore provinciale, in carcere dal 20 ottobre con l'accusa di riciclaggio. «Per noi è andata bene, ma bisogna capire se i magistrati sono soddisfatti delle risposte ottenute dalla nostra assistita - precisa l'avvocato Ennio Amodio -. Al termine dell'interrogatorio, che è finito in effetti molto tardi, non ci è stato detto nulla. Solo dopo l'incontro potremmo valutare altre eventuali richieste».
Non si esclude che sia presentata, oggi stesso, un'istanza di scarcerazione al gip, anticipando quindi la decisione del Tribunale del Riesame, che domani mattina dovrà dire se esistono i presupposti per concedere a Lady Abelli una misura meno restrittiva del carcere. La posizione di Rosanna Gariboldi, per ora, resta in bilico. L'altra sera ha risposto a tutte le domande dei pubblici ministeri, che le hanno chiesto di chiarire i suoi legami con l'imprenditore Giuseppe Grossi e di spiegare la ragione di quei flussi di denaro, quasi due milionie e mezzo di euro in sette anni, sul conto 'Associati" di Montecarlo.
Le domande hanno anche riguardato alcuni 'benefit" di cui la famiglia Abelli avrebbe usufruito attraverso l'imprenditore: la Porsche coupè in uso al marito della Gariboldi, Giancarlo Abelli, e una casa a Milano, in via Tunisia. Gli avvocati hanno presentato, a questo proposito, le fatture del noleggio della macchina e dell'affitto «regolarmente pagato», dicono i legali, dell'appartamento.

Maria Fiore