In Amazzonia il «male dei bianchi» porta la morte
CARACAS.La morte è arrivata con l'uomo bianco, e gli indios non erano preparati per combatterla: per le tribù indigene che vivono in isolamento nell'Amazzonia, l' influenza da virus H1N1 - che ha già causato la morte di otto Yanomami - è solo l'ennesimo flagello portato nella foresta e contro il quale non dispongono degli anticorpi per proteggersi.
L'allarme è stato lanciato da Survival International, organizzazione basata a Londra che difende i diritti dei popoli indigeni - secondo la quale i Yanomami contagiati potrebbero essere circa mille, su una popolazione di 32 mila persone - e confermato dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Il governo del Venezuela, informa l'organizzazione, ha isolato l'area dove vivono i Yanomami, sulla frontiera con il Brasile, e inviato equipe di emergenza per assistere gli indigeni, che non ha avuto contatti con civiltà esterne fino al XX secolo. Stephen Corry, direttore di Survival International, ha sottolineato che le autorità brasiliane e venezuelane devono agire al più presto per proteggere i Yanomami, «o ci saranno centinaia di morti per malattie curabili, ossia una devastazione terribile per questa tribù isolata, la cui popolazione si sta ancora ricuperando dalle epidemie che la hanno decimata vent'anni fa».
Fra gli anni'80 e i'90, infatti, circa il 20% dei Yanomami che vivono in territorio brasiliano sono morti a causa di malattie - principalmente influenza e malaria - che hanno portato con sè i minatori arrivati nella foresta in cerca d'oro. Il problema, del resto, non è stato risolto: lo scorso 17 settembre, lo sciamano Davi Kopenawa, portavoce dei Yanomami, ha incontrato il presidente brasiliano, Lula da Silva, per chiedergli che il suo governo prenda misure urgenti per allontanare dalla regione i minatori d'oro illegali. La richiesta è stata presentata dall'associazione di difesa dei Yanomami, Hutukara, in una lettera inviata a Lula nella quale chiede anche la partecipazione delle comunità indigene nello «sviluppo di un nuovo programma sanitario volto a rimpiazzare l'attuale modello compromesso dalla corruzione dilagante e dall'eccessiva burocrazia», secondo quanto ha riferito Survival International.