Processo sul pedo-porno, in aula il 9 marzo
VIGEVANO.Si tornerà in aula il 9 marzo 2010 per l'altro procedimento contro Alberto Stasi, per possesso e diffusione di materiale pedopornografico, separato da quello per omicidio.
Se n'era parlato come possibile movente, con Chiara che scopre per caso le immagini e minaccia Alberto di rivelarlo. Già nella perizia informatica per l'omicidio di Chiara, gli esperti del giudice hanno escluso questa possibilità: il materiale era stato cancellato e poi recuperato con tecniche molto sofisticate dai carabinieri dei Ris di Parma.
Per il pedoporno, il giudice Vitelli deve ancora decidere se mandare a processo Stasi. Gli stessi periti informatici nominati per l'omicidio - Roberto Porta e Daniele Occhetti- dovranno presentare entro il 15 gennaio una specifica relazione sul materiale pedopornografico, trovato secondo l'accusa sul pc di Alberto Stasi. Fra i dati da esaminare ci sarebbero alcuni cd che contengono materiale proveniente dal computer di un amico di Alberto: si tratterebbe di immagini a luci rosse. L'amico aveva consegnato spontaneamente il suo computer ai carabinieri.
Intanto, i periti avrebbero già appurato un dato significativo: il file che dimostrebbe lo scambio di materiale pedoporno con e-mule (sistema di condivisione via Internet) era solo un documentario sulla strage di Ustica. La confusione è stata generata, secondo i periti, dal sistema usato dai Ris per recuperare dati cancellati sul disco del pc di Stasi.
In fase di recupero con il sistema Photorec, varie parti di differenti filmati (anche uno spezzone con Chiara e Alberto) sarebbero stati erroneamente assemblati.
La detenzione e diffusione di materiale pedopornografico era stata contestata a Stasi nel dicembre 2007, dicendo che sul suo computer ci fossero immagini di bambini e ragazzi, impegnati in atti sessuali fra loro e con adulti. Vale a dire, 13 immagini e 4 filmati estratti dal portatile, e altri cinque video su una chiavetta Usb appartenente ad Alberto. Secondo gli esperti dell'Arma, due immagini e un filmato pedopornografici sono stati anche diffusi da Alberto Stasi su Internet - nel dicembre 2006 - appunto attraverso il sistema di condivisione 'e-mule". Poi li ha cancellati, ma ne è comunque rimasta traccia nell'hard disc del computer, dove i carabinieri lo hanno recuperato. Ma sembra da escludere che Chiara Poggi possa aver abbia visto o saputo di questo materiale - anche non nell'imminenza del delitto - o anche di altre foto hard, ma non di genere pedoporno che sono state trovate nel computer, una delle quali guardata da Alberto la stessa mattina del delitto, il 13 agosto 2007. (a.m.)