Inter con i cerotti, ma a Kiev non può fallire
MILANO. Dallo stadio Lobanovski di Kiev, domani sera, passeranno le speranze interiste di approdare al prossimo turno di Champions. Un'Inter che arriva all'appuntamento col centrocampo a pezzi.
«Speriamo che la squadra possa esprimersi in Champions cosi come sta facendo in campionato», si augura lo stesso Massimo Moratti, convinto che la vittoria di Livorno sia buon viatico per avvicinarsi a una sfida pesante in chiave europea.
I sette punti di vantaggio sulle prime inseguitrici in serie A «sono tanti: si potrebbe parlare di fuga nel senso che è buona cosa avere già un po' di punti, perche' il campionato mette in condizione di correre ancora molti rischi». Sarebbe invece meglio non correrne altri a Kiev: una vittoria consentirebbe ai nerazzurri di scavalcare Sheva e compagni e lasciarsi un jolly con Barcellona o Kazan; pareggiare, o peggio perdere, li costringerebbe a lottare fino alla fine e dipendere dai risultati altrui.
L'Ucraina è in emergenza per la pandemia dell'influenza A/H1N1 che ha causato decine di vittime nelle regioni al confine con la Polonia. Al punto che il governo ha chiuso le scuole per tre settimane e vietato gli eventi pubblici. Non si è però fermato il campionato di calcio (1-1 per la Dinamo, che guida la classifica con 4 punti sulla seconda), e ieri è arrivata la conferma che la sfida con l'Inter si giocherà regolarmente. Anche Mourinho ha qualche problema con l'influenza, quella stagionale, che da qualche giorno debilita Balotelli. Ma soprattutto con i guai fisici dei centrocampisti. Sneijder quasi sicuramente non giocherà; del tutto imprevisti e preoccupanti l'infortunio al tendine della caviglia di Muntari e la ricaduta del problema muscolare di Thiago Motta. In compenso davanti si ricomporrà la coppia Milito-Eto'o.