Cosi uccide la camorra a Napoli
NAPOLI.L'omicidio di camorra si consuma come un pasto alle tre del pomeriggio. La vittima fuma appoggiata all'ingresso di un bar, ignara della sorte che lo attende. Accanto, un uomo fa il «palo» al killer e fingendo di guardare l' orologio, gli indica il «bersaglio». L'assassino, jeans, cappello con visiera e giubbotto, entra in azione, pistola alla mano. Fa qualche passo dentro il negozio, poi esce e incrocia per un istante lo sguardo della vittima: gli spara tre colpi, prima al fianco e poi alla nuca e dopo avergli fatto le corna, sorridendo se ne va. Il corpo a terra è quello di Mariano Bacioterraccino, 53 anni, vicino al clan Misso: i passanti indifferenti allungano il passo sopra il suo cadavere.
Teatro dell'agguato, lo storico quartiere Sanità di Napoli. L'omicidio risale allo scorso 11 maggio, ma la Dda di Napoli, dopo avere cercato invano di identificare il killer, ha deciso ora di rendere pubblico il filmato dell'omicidio, una sequenza choc di 15 secondi ripresa dalle telecamere di un circuito di videosorveglianza. La speranza è che qualcuno possa aiutare a individuarlo. I volti dell'assassino e dello «specchiettista» sono ben riconoscibili; il primo corpulento, grezzo nel passo, il secondo in camicia bianca, più magro, stempiato. Eppure gli investigatori non sono riusciti finora a identificarli.
Da qui la decisione del procuratore aggiunto Sandro Pennasilico e del pm della Dda Sergio Amato di diffondere le immagini scioccanti dell'agguato. In un quartiere dove i clan fanno la voce più grossa dello Stato, puntano soprattutto su segnalazioni anonime. Il commissario regionale campano dei Verdi Francesco Borrelli, insieme a un gruppo di imprenditori, ha deciso di donare 2mila euro «a chi identificherà e farà arrestare il killer».
Bacioterracino era considerato un rapinatore «professionista», specializzato nei colpi alle banche. Ma non solo. L'uomo fu coinvolto nel sequestro di Guido De Martino, figlio del senatore socialista Francesco De Martino, avvenuto a Napoli nel 1976. Fu assolto negli anni scorsi (dopo una condanna in primo grado) dall'accusa di aver ucciso un esponente del clan Moccia. Agli inquirenti non sfugge che su 7 persone accusate di omicidi ai danni dei capi dei Moccia, tutte e 7 sono state uccise. Ma forse il movente non è nella guerra tra cosche e la vittima potrebbe aver pagato, anche a distanza di anni, una relazione con una donna legata a un ergastolano.
«Cio che colpisce di questo video è l'assoluta serenità dell'esecuzione e delle persone che sono intorno - ha commentato Roberto Saviano a Repubblica Tv. La parola serenità può sembrare strana ma purtroppo è cosi». Da Roma Walter Veltroni accusa: «Cos'altro deve succedere perchè la politica e le istituzioni si rendano conto che la lotta ai poteri criminali è l'assoluta emergenza di questo Paese?».
Le immagini dell'omicidio in pieno giorno alla Sanità hanno intanto già fatto il giro dei siti di mezzo mondo.