Ferrari e Kimi, il terzo posto poi l'addio

Con titolo piloti e costruttori già assegnati, resta quasi nulla da chiedere a questa stagione.
Uno dei traguardi possibili vede protagonista proprio la Ferrari, che punta a riprendersi il terzo posto nella classifica costruttori ora occupata dalla McLaren. Obbiettivo decisamente di tono minore, ma del resto la stagione targata F60 è quella che è.
Anzi, visto l'avvio di stagione drammatico dal punto di vista dei risultati, va apprezzata la capacità della Ferrari che, pur con una monoposto che non viene sviluppata in pratica dal Gp d'Ungheria, arriva a fine stagione comunque ancora inserita tra i teaam migliori.
Per cogliere questo poco più che platonico traguardo la Ferrari, altra anomalia di stagione, si affida principalmente al suo pilota in partenza, Kimi Raikkonen.
Il divorzio tra Ferrari e Kimi è ormai vicino e non manca di suscitare tutt'ora una sorta di dibattito tra estimatori del finlandese e chi invece sostiene come fosse una scelta inevitabile quella di lasciare Massa al fianco del nuovo arrivato Alonso.
La stagione post-mondiale di Kimi, nel 2008, del resto è stata forse tra le più deludenti tra quelle offerte da un campione del mondo in carica e in presenza di una vettura competitiva che ha portato Massa a sua volta a un passo dal titolo. A Raikkonen poi viene imputata una certa difficoltà di indirizzare il lavoro degli ingegneri nello sviluppo della monoposto, da cui le difficoltà palesate nella passata stagione nell'avere una vettura adatta alle proprie carateristiche di guida. Un difetto comunicativo ben più grave di quello che gli viene rinfacciato in ambito di pubbliche relazioni, elemento sinceramente senza importanza se un pilota è comunque veloce e vincente.
E che Kimi sia un pilota veloce è innegabile. Resta l'ultimo pilota ad aver vinto un mondiale a Maranello, realizzò pole, giro veloce e vittoria all'esordio in Ferrari, come solo Fangio seppe fare. Forse è poco continuo, forse una volta vinto il titolo si è lasciato distrarre da altri interessi, come il rally.
Il futuro? Voci su McLaren, Williams e Brawn, ma sembra sempre più indirizzato verso un anno sabbatico, ma sarebbe davvero un peccato non vederlo al via del campionato 2010, anche se su un'altra monoposto. (d.p.)