Cilavegna, Ugazio capogruppo di minoranza

CILAVEGNA.«In consiglio siamo in quattro contro dodici. In situazioni come questa, però, vale la pena ricordare una frase del Dalai Lama: Se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, prova a dormire con una zanzara. Il sindaco Colli è avvisato: saremo la sua zanzara per i prossimi cinque anni». Si presenta cosi Alan Ugazio, il nuovo capogruppo della minoranza Progetto per Cilavegna (centrosinistra): l'ex assessore prende il posto di Giusto Fuga, sindaco dal 2004 al giugno scorso quando fu sconfitto da Giuseppe Colli (Pdl). «Una staffetta prevista, annunciata appena dopo le elezioni di giugno: saltata la possibilità del secondo mandato, Fuga aveva espresso la volontà di lasciare spazio all'interno del gruppo di minoranza a persone più giovani, che potessero portare avanti un'azione efficace nelle vesti di opposizione, utilizzando al meglio i prossimi cinque anni e arrivando con la giusta carica ed esperienza alla prossima scadenza elettorale», spiega Ugazio, assessore prima con Carlo Pisani, sindaco dal 1999 al 2004, e poi con Fuga.
«Dopo qualche mese tra i banchi dell'opposizione per meglio verificare le mosse della nuova amministrazione, mi sono fatto da parte in un passaggio di consegne concordato all'interno del nostro gruppo», conferma l'ex sindaco. Ora sui banchi della minoranza siedono tre ex assessori della giunta Fuga: Ugazio, Vittorio Mainardi, Carla Falzoni, affiancati da Enrico Ghiotto, con esperienze in amministrazione negli anni Novanta.
«Il ruolo dell'opposizione è unicamente di controllo e stimolo, non abbiamo potere di alcun tipo, ma sapremo punzecchiare quanto basta questa maggioranza - dichiara il capogruppo Ugazio - Staremo molto attenti anche all'istituto Casa Serena, dove il presidente Pier Angelo Ugazio amministra con i quattro consiglieri di amministrazione, tutti di maggioranza. E poi c'è il consulente particolare Domenico Dallera, nominato e voluto dal presidente, in pratica il suo braccio destro senza cariche all'interno della struttura».

Umberto De Agostino