LA VIA EMILIA, CROCEVIA DI PASSIONI POLITICHE VERE
Pier Luigi Bersani, appena eletto, si è parlato di 'socialismo dal volto emiliano". Anni fa c'era una 'via emiliana al socialismo". Bersani può interpretare una cultura laica, progressista, europea, ravvivando il pragmatismo con alcune idee-forza. Altrimenti perché evocare termini come socialismo e alternativa? Ma Bersani - che viene dall'Appennino piacentino e si è fatto le ossa fra Piacenza e Bologna presiedendo con successo la Regione - non è il solo emiliano oggi sulla scena politica. Di Ferrara è il suo competitore Dario Franceschini. Di Bologna il leader del centro, Pier Ferdinando Casini, allievo di Arnaldo Forlani, e quello di un centrodestra laico, alla francese, Gianfranco Fini. Sullo sfondo c'è ancora Romano Prodi originario di Scandiano, provincia di Reggio.
Insomma, in questo momento, l'Emilia-Romagna esprime una parte consistente della leadership politica, da destra a sinistra.
Un fatto nuovo? Non proprio. A capo della Destra storica c'era il cattolico liberale bolognese Marco Minghetti, il primo deputato socialista fu Andrea Costa, imolese, Benito Mussolini da Predappio (Forli) fu prima socialista massimalista e poi capo del fascismo. A contrastarlo c'era Pietro Nenni, 'il romagnolo di turno", alla Costituente col trentenne reggiano Giuseppe Dossetti, leader della sinistra dc, col predappiese Adone Zoli (Dc) e col ravennate Benigno Zaccagnini, 'l'onesto Zac", futuro leader dc.
E si dovrebbero ricordare il ministro della riforma agraria, Giuseppe Medici, dc di Sassuolo, e i repubblicani romagnoli Cino Macrelli e Oddo Biasini. Oltre a sindacalisti della forza di Bruno Buozzi (Pontelagoscuro) e Luciano Lama (Gambettola).
E in Vaticano la musica non è mai stata troppo diversa. I segretari di Stato vaticani più importanti del dopoguerra?
Il faentino Amleto Cicognani (con Giovanni XXIII) e il piacentino Agostino Casaroli (con Paolo VI) avendo per ministro degli Esteri un altro faentino, Achille Silvestrini. Quanto all'influenza dei cardinali, basta citare Ersilio Tonini da Ravenna e Camillo Ruini da Sassuolo, provincia di Modena e diocesi di Reggio Emilia.
Una regione molto 'politica", dunque, anche in tempi di anti-politica. Probabilmente perché le diverse culture politiche sono state in competizione, passionalmente, dopo l'Unità e nel secondo dopoguerra. Con una sinistra subito molto forte, insediata, fin dal socialismo riformista, nei Comuni e nelle cooperative, che ha spinto anche lo schieramento cattolico a compiere un analogo radicamento (pure le coop 'bianche" sono robuste qui). Quindi un senso del dovere civico non localistico, sviluppato, sin dalla partecipazione a ogni forma di voto.
Queste province registrano le più alte quote nazionali di immigrati, ma il processo di convivenza e integrazione va avanti senza rotture clamorose. Una regione dove si sa ancora guardare al sociale, alla 'pulètica", con passione.