Riecco il Gavia, occhio agli scalatori

MILANO. Svelato il 93º Giro d'Italia. Partenza da Amsterdam l'8 maggio con la crono di 8,4 km (anche le altre tre tappe olandesi avranno in Amsterdam la partenza comune); conclusione all'Arena di Verona il 30 maggio con la 21ª tappa, la Soave-Verona di 15,3 km a cornometro. Totale 3.416 chilometri. Lomellina e Oltrepo vedranno transitare la corsa rosa nella 5ª tappa (giovedi 13 maggio), la Novara-Novi Ligure di km. 168. Mortara, Lomello, Pieve del Cairo, Tortona, poi il 'mangiaebevi" conclusivo delle colline vicino a Novi.
Un Giro nel ricordo di Fausto Coppi, cinquant'anni dopo la sua morte prematura, che non dimentica altri due mostri sacri del pedale come Gino Bartali e Marco Pantani. Un Giro che snobba solo le strade di Milano, dopo che Milano lo aveva snobbato nella primavera scorsa, in occasione di quello che avrebbe dovuto essere il festival dei velocisti ed invece si trasformò in una delle giornate più grige, discusse e tormentate della ultracentenaria corsa rosa. Il Giro d'Italia 2010, il 93º della storia, nonostante tutto, è stato svelato nella città della discordia ed è apparso subito molto bello, avvincente, ideato e concepito per esaltare le doti degli scalatori, in grado di proporre tappe impegnative, dure, dai forti connotati storici. Un esempio? La cima Coppi: sarà posta sul temutissimo Gavia (metri 2.618), la montagna dove 21 anni fa si consumò il dramma della tappa di Bormio, quando la tormenta s'insinuò fra i corridori, torturandoli in modo beffardo per decine di km. Franco Chioccioli perse la maglia rosa e rinunciò ad ogni sogno di gloria, lo statunitense Andy Hampsten diventò leader della classifica generale (avrebbe poi vinto il Giro), ed il successo di tappa fu appannaggio dell'olandese Erik Breukink, più forte di qualsiasi avversità. Il Gavia non è il solo spauracchio del Giro 2010, che propone anche la scalata di Plan de Corones, una cronometro di poco più di 12 km con pendenze da brivido e con l'ultimo tratto da percorrere sullo sterrato. Poi, ci sono anche il Mortirolo, che la sua ascesa che esaltò l'impresa di Marco Pantani, quindi lo Zoncolan, la massacrante vetta della Carnia con pendenze spesso superiori al 15 per cento ed una serie interminabile di curve strette. Sarà, insomma, una corsa sofferta, tormentata, difficile, con pochi km a cronometro. Il Giro pensato dagli organizzatori è pronto a regalare spettacolo, emozioni ed a riportare il ciclismo in copertina. L'epilogo stesso, previsto dentro l'Arena di Verona, sembra essere di buon auspicio per i corridori italiani, rimasti a bocca asciutta nelle ultime due edizioni (nel 2008 vittoria di Contador, nel 2009 di Menchov), dopo il trionfo di Danilo Di Luca nel 2007. A Verona 25 anni fa vinse Francesco Moser.