Un decalogo per prevenire tutti i rischi del monossido
TORTONA.L'ultimo episodio che ha visto due coniugi intossicati dal monossido di carbonio a Monleale lo scorso fine settimana, ha indotto i vigili del fuoco del distaccamento di Tortona a lanciare una campagna di sensibilizzazione.
«Con l'abbassamento delle temperature - dice il comandante ario Pascoli - il riscaldamento nelle proprie abitazioni diventa cosa ovvia. Purtroppo ogni anno si registrano numerosi interventi di soccorso tecnico e medico da parte dei vigili del fuoco e del 118. Anche quest'anno con il passaggio da temperature estive sull'ordine dei 25 gradi a quelle con rischio ghiaccio intorno ai 2 gradi, molte famiglie hanno attivato le caldaiette, i camini, stufe con varia alimentazione e bracieri. Al comando dei vigili del fuoco si registrano già quattro interventi di soccorso per persone colpite da intossicazione da monossido di carbonio».
Per questo motivo il comandante Pascoli mette in guardia nei confronti del possibile rischio da avvelenamento. «Il monossido di carbonio - aggiunge - è un prodotto di combustione incompleta dei combustibili organici (carbone, olio, legno, carburanti), altamente tossico perchè legandosi saldamente agli atomi di ferro nell'emoglobina del sangue forma un complesso molto più stabile di quello formato dall'ossigeno. La formazione di questo complesso stabilizza l'emoglobina nella forma di carbossiemoglobina. Questa sostanza non è in grado di garantire l'ossigenazione ai tessuti, in particolare al cervello e al cuore. Molte volte l'avvelenamento da monossido di carbonio porta alla morte o a danni irreversibili, il tutto in modo accidentale essendo il Co (monossido di carbonio) incolore, insapore, inodore e non irritante. La morte sopraggiunge senza che le vittime se ne rendano conto». Pascoli aggiunge: «I primi sintomi dell'avvelenamento sono l'emicrania, la nausea, senso di vertigine ma anche sonnolenza che impedisce alle vittime di avvertire il pericolo e aerare il locale».
I pompieri tortonesi invitano quindi a far controllare da tecnici abilitati e qualificati l'impianto prima dell'accensione e a programmare controlli periodici, oltre a verificare sempre lo scarico, verificare le prese d'aria ove sia presente l'impianto termico e non accendere stufe a legna o ad altro combustibile, stufe catalitiche e bracieri in locali chiusi, sprovvisti di prese d'aria che garantiscano l'adeguato ricambio e l'ossigeno per la combustione.