Pavia, numeri da mal di trasferta
PAVIA. Finora in trasferta è andata persino peggio dello scorso anno: il Pavia, in quell'avvio di campionato da incubo, raccolse 4 punti nelle prime 5 partite esterne, riuscendo anche a vincere 3-2 in casa dell'Alto Adige.
Arrivò una vittoria importante, strappata al 90', e un pareggio contro un'avversaria di rango come l'Alessandria. E ancora, sconfitte di misura, e abbastanza immeritate, contro Canavese, Olbia e Mezzocorona. In totale, 4 reti all'attivo (tutte su azione) e 6 al passivo.
Insomma, meglio del ruolino di marcia di questo campionato, nonostante che gli azzurri siano schizzati dall'ultimo posto della stagione 2008-2009 all'attuale quarto posto (grazie all'en plein in casa).
I numeri, dunque, ancora una volta certificano che il Pavia formato trasferta proprio non va: la compagine di Mangone ha racimolato appena 2 punti in 5 gare, segnando solo 2 reti (nessuna su azione: la prima su calcio d'angolo e l'altra su rigore). Non solo, perché con tutto il rispetto, il Pavia non è andato a giocare a casa di squadre irresistibili: la Valenzana, ripescata, aevva un organico messo insieme in quattro e quattr'otto ma ha saputo inchiodare gli azzurri sullo 0-0, poi c'è stato l'1-1 con l'Olbia, sulla carta tra le favorite ma in realtà protagonista di un avvio stentato (ha già perso 2 gare sul suo terreno), quindi la sconfitta e il pareggio con due matricole (FeralpiSalò, che comunque ha dimostrato d'essere una buona squadra, e Crociati di Torresani), infine il ko contro il Legnano che era terzultimo e non aveva mai vinto in casa, raccogliendo fino a domenica solo due pareggi.
Il Pavia produce tanto gioco ma quando si tratta di buttarla dentro fa una gran fatica, anche solo a costruire palle-gol. E meno male che in casa si è mostrato molto più cinico.
Anche al Fortunati, per la verità, non è che il Pavia nelle gare giocate finora abbia collezionato chissà quante occasioni per segnare. Ma ha messo in mostra quel cinismo da squadra che può davvero puntare in alto, e quella solidità difensiva imprescindibile in questa categoria (0 gol subiti al Fortunati), riuscendo a sfruttare al massimo le chance capitate.
Certo, la squadra è cambiata quasi del tutto rispetto all'anno scorso e quindi una scusa almeno parziale c'è: in fondo anche l'anno scorso il Pavia cominciò a cambiare passo proprio dopo 9-10 gare.
Si vedrà nelle prossime partite se il problema è semplicemente quello di trovare il migliore amalgama, o se non c'è anche una questione di organico. Finora, ad esempio, è mancato sulle fasce un giocatore in grado di fare la differenza. Il Pavia potrebbe rimediare al mercato di gennaio. Ma la soluzione potrebbe anche essere già in casa.