Terremoto, i primi 12 indagati

L'AQUILA.Sono dodici le persone iscritte nel registro degli indagati per il crollo della Casa dello studente dell'Aquila, nel terremoto che ha distrutto la città la notte del 6 aprile scorso. La Casa dello Studente sfaldata sotto le scosse è uno dei simboli del sisma, li sotto le macerie sono morti otto giovani. L'ipotesi di reato é omicidio colposo e disastro colposo. E' lo stesso procuratore capo Alfredo Rossini ad annunciare la svolta nell'inchiesta, con la prima trance di indagati.
La procura ha terminato il lavoro di esame ed approfondimento della voluminosa perizia. Rossini ha mantenuto il più stretto riserbo sui nomi, limitandosi a sottolineare che gli avvisi di garanzia saranno notificati entro oggi. Nei prossimi giorni gli interrogatori. Riguardo alle accuse - omicidio colposo e disastro colposo - il procuratore ha spiegato: «Ancora mi riservo di definire l'aspetto del dolo».
Nel mirino dell'inchiesta le persone che a vario titolo sono stati coinvolte nella filiera costruttiva, autorizzativa e gestionale della Casa dello studente, struttura che risale al 1965 e che ha avuto una funzione privata e poi pubblica: da questo punto di vista nell'elenco potrebbero esserci tecnici, ma anche amministratori. «Entro oggi le iscrizioni verranno notificate alle persone, poi probabilmente saranno fissati gli interrogatori che hanno una funzione importante. - ha specificato il procuratore Rossini -. Gli interrogatori rispondono a due esigenze, una istruttoria e una di garanzia per le persone indagate che hanno una forma di difesa immediata: noi potremo approfondire le indagini mentre le persone indagate potranno conoscere di che cosa dovrebbero rispondere in maniera da poter presentare le giustificazioni e non avere dei pregiudizi nel tempo che passa. In tal modo, elimineremo quelle che non c'entrano niente».
Tra breve la Procura darà la seconda tranche di indagati, legati al crollo del Convitto Nazionale dove sono morti tre giovani. Secondo fonti della procura, dovrebbero essere una decina. E poi, via via le altre strutture, anche pubbliche, come l'università e l'ospedale. (e.n.)