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LINAROLO.«La villa cade a pezzi ed è pericolosa» ha denunciato il sindaco di Linarolo Pietro Scudellari, che ha emesso due ordinanze dirette ai proprietari dell'immobile perché sistemassero almeno i muri e i tetti che danno sulla strada, via Roma e via Matteotti, e tagliassero le piante a rischio caduta. Le due ordinanze datano 10 luglio e 21 settembre, ma sono cadute nel vuoto.
E, nel frattempo, continua la girandola dei proprietari. «L'Acero Srl - spiega il sindaco - ci aveva offerto di acquistarla a un milione e mezzo di euro, ma il Comune non se lo poteva permettere. Intanto continua a cambiare proprietario». La villa è una casa nobiliare settecentesca dotata di scuderia, con vista su piazza Dante. Alla destra della chiesa e del municipio c'è un cancello, un giardino selvaggio e tre edifici vincolati dalla Soprintendenza ai beni architettonici. Dal documento in cui la soprintendenza invitava i proprietari alla salvaguardia dell'edificio - che data 1986 - si scopre che all'interno dell'edificio ci sono decorazioni floreali e affreschi, un busto con un elmo in testa e ampie aperture ad arco nella scuderia settecentesca. Il castello, fino al 1986 (quando ne è stata variata la destinazione d'uso) è stato di proprietà dell'ospedale maggiore di Milano. Lo si ricostruisce dalla visura storica di una delle microparticelle in cui è stato diviso, un documento che ripercorre tutti i vari passaggi di proprietà negli anni. Nel 1992 è stato acquistato dall'Immobiliare Margherita di Maccarone e C., di Valle Salimbene, che nel 1995 l'ha rivenduto all'impresa edile Edilprado di Raffaele Dieni, con sede a Pavia. Il 22 marzo 1999 è stato acquistato dalla Acero srl. Il 31 gennaio dell'anno scorso l'azienda milanese, con sede in via Paolo da Cannobio 10 ha venduto il castello alla Leonardo Re srl di Corrado Coen per quasi due milioni di euro (che ha sempre sede in via Paolo da Cannobio, 10 a Milano). «Valutiamo come procedere per mettere in sicurezza l'opera - conclude il sindaco - ma non possiamo accollarci spese che non ci competono». (a.gh.)