Ex Neca, il grattacielo non piace


PAVIA. Il progetto della ex Neca? L'opinione di tecnici ed esperti è positiva. Anche se qualcuno fa notare che un palazzo da 12 piani, destinato a ospitare un hotel, rischia di stonare rispetto al contesto.
Giovedi mattina l'architetto Massimiliano Fuksas ha presentato alla giunta il proprio 'disegno" di una parte importante della città. Gli 80.000 metri quadrati della ex Neca, di proprietà della fondazione Banca del Monte, sono destinati a trasformarsi in un mix di residenziale, terziario e funzioni pubbliche, con una netta prevalenza del verde. E con la piattaforma sospesa, o 'belvedere", che arredata con piante e chioschi dovrebbe offrire, con i suoi 75 metri per 40, un punto di osservazione sulla città. Ma cosa ne pensano amministratori e operatori?
Dante Labate (Pdl) è il presidente della commissione urbanistica e, di conseguenza, con quel progetto dovrà confontarsi spesso, d'ora in avanti. «L'intervento di riqualificazione della ex Neca - commenta - potrebbe essere molto importante per la città. La presenza di un centro congressi e di strutture a supporto del turismo sono senza dubbio elementi di grande positività. Credo, però, che sia da studiare con attenzione la 'filosofia" architettonica di Massimiliano Fuksas tesa a sviluppare verticalmente le strutture. E' interessante perchè consente un minore consumo del suolo, tuttavia credo sia poco consona alla città di Pavia che ha un'architettura completamente diversa. Ovviamente la mia è una valutazione del tutto personale. Ma quell'hotel da dodici piani mi lascia un po' perplesso».
Aldo Lorini è appena succeduto a Marco Bosi nella carica di presidente dell'ordine provinciale degli architetti. Premette di non avere ancora potuto esaminare con attenzione il progetto, anche perchè il plastico illustrato l'altra mattina serviva soprattutto a dare un'idea delle volumetrie. Ma aggiunge: «Fuksas è un maestro dell'architettura. Un grande professionista riconosciuto sia in Italia che nel mondo. Quindi il suo progetto non può che essere molto interessante».
Chi ha seguito la prima fase di incubazione del progetto è Matteo Pezza, oggi consigliere comunale di opposizione nel Pd, ma sino allo scorso febbraio assessore ai lavori pubblici nella giunta Capitelli. «Ricordo di avere assistito alla presentazione della proposta iniziale. - dice - Complessivamente mi pare una buona iniziativa destinata a recuperare un pezzo importante di città. Il fatto che il soggetto attuatore sia una fondazione pubblica, poi, consente anche di concentrare in quella zona una maggiore quantità di funzioni pubbliche. Noi chiederemo di potere esaminare il progetto un po' più in dettaglio in sede di commissione e poi di consiglio comunale. Del resto, credo che difficilmente si possa pensare di non far passare attraverso la discussione del consiglio comunale un'opera simile».
Infine, tornando agli operatori, l'opinione di Giancarlo Genta, presidente provinciale dell'ordine dei geometri: «Ero a Roma e ho dato un'occhiata superficiale al plastico. Tecnicamente non saprei dare una valutazione nel merito. Certo, è abbastanza singolare che andiamo sempre fuori dalla nostra provincia a prendere architetti di grido. Cosi non c'è spazio di crescita professionale per i giovani progettisti».

Fabrizio Merli