Notti di gelo per seimila aquilani
L'AQUILA.Ancora una notte di gelo per i seimila aquilani sistemati nelle tende, ormai più di sei mesi dopo il terremoto. Dopo il vento e la pioggia dei giorni scorsi che hanno divelto e inzuppato le tende, adesso sono le basse temperature e la neve sui monti a torturare chi è rimasto ancora senza un tetto. La notte di freddo intenso nelle tende ha provocato anche una serie di malori che hanno colpito specialmente persone anziane. L'attenzione e la preoccupazione sono al massimo.
E come se non bastasse non cessa lo sciame sismico. Ieri una scossa di 2,2 gradi della scala Richter alle 14,49 ha spaventato i bambini della scuola materna del Torrione che sono stati fatti uscire all'aperto. I sismografi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno registrato un'altra scossa alle 16,28, di magnitudo 2,5, con epicentro calcolato a 10,2 chilometri di profondità.
Giovedi la Protezione civile, che sta proseguendo a marce forzate con lo sgombero dei 56 campi di accoglienza ancora aperti, ha avviato un nuovo sondaggio per conoscere quanti anziani e quanti bambini dormono nelle tende. L'esodo forzato dalle tende avviene tra le proteste di chi non ne vuol sapere di abbandonare i campi vicini a casa, di quelli che intendono rimanere nelle tende anche senza mensa e senza servizi, come sta facendo, da più di un mese, un gruppo di 20 persone rimaste nella tendopoli di piazza d'Armi, una di quelle più vicine al centro. Pieni gli alberghi in città dopo lo smantellamento della più grande tendopoli, quella di piazza d'Armi, che è arrivata a ospitare anche 2000 persone, adesso il problema è reperire gli alloggi nel territorio della provincia.
Ma gli sfollati, per motivi di lavoro e anche affettivi, non vogliono allontanarsi dall'Aquila e, dopo 6 mesi di tenda, chiedono una corsia preferenziale rispetto a chi è stato in albergo, dove ci sono ancora 13.352 ospiti.
Intanto il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha firmato il 13 ottobre il decreto che individua le aree per la realizzazione dei moduli abitativi provvisori nei territori dei Comuni dell'Aquila e di Lucoli. Giovedi i tecnici hanno avviato l'accesso nelle aree per cominciare la procedura di esproprio dei territori. Le casette saranno realizzate a Roio Poggio, Colle di Roio, Santa Rufina, Poggio Santa Maria, Colle di Sassa, Sassa, Preturo, Arischia, Cansatessa, San Vittorino, Collebrincioni, San Giacomo, Camarda, Filetto, Pescomaggiore, Tempera, Monticchio, Civita di Bagno, e Pianola.
Il professor Bernardo De Bernardinis, braccio destro di Bertolaso, ha convocato i sindaci del territorio preoccupati per i ritardi nei lavori per la realizzazione dei moduli provvisori. La Protezione civile ha assicurato che convocherà presto tutte le ditte incaricate per imprimere una accelerazione alle opere. (e.n.)