Pedinato e irriso da Canale 5 il giudice che ha dato torto a Berlusconi sui 750 milioni
ROMA.Un «pestaggio mediatico sconcertante e inaccettabile». È indignata la reazione della Federazione Nazionale della Stampa e dell'Associazione nazionale dei magistrati alla campagna di stampa lanciata da Canale 5, l'ammiraglia delle reti Mediaset, e dal Giornale di Paolo Berlusconi contro il giudice Raimondo Mesiano, la toga che chiudendo il processo civile sul Lodo Mondadori ha imposto alla Fininvest di risarcire con 750 milioni di euro il gruppo De Benedetti.
Mesiano è stato oggetto di un servizio mandato in onda l'altro ieri da Mattino 5 - di fatto un pedinamento - e di un articolo pubblicato dal Giornale di Feltri che hanno fatto infuriare i vertici del sindacato dei giornalisti e sono piaciuti ancor meno al direttivo della magistratura associata. Tanto più che nei giorni scorsi era stato il premier in persona ad annunciare che sul giudice Mesiano presto «se ne sarebbero viste delle belle». Il programma di Brachino ha filmato di nascosto Mesiano mentre passeggiava, andava dal barbiere, fumava una sigaretta, definendo «stravagante» il fatto di indossare calzini turchesi. Ma ieri sera Mediaset si è difesa: «Non accettiamo bacchettate da chi negli ultimi mesi ha reso sistematica prassi giornalistica lo spionaggio a senso unico dal buco della serratura».
«Chiediamo al Garante della privacy di far cessare questa vergogna», hanno dichiarato i vertici dell'Anm riferendosi al pezzo de «Il Giornale» in cui si pubblica «il racconto di un anonimo avvocato che tre anni fa avrebbe carpito in un ristorante alcune frasi dello stesso giudice, a commento dei risultati delle elezioni 2006». «Racconto evidentemente privo di qualsiasi riscontro», affermano il presidente dell'Anm Luca Palamara e il segretario Giuseppe Cascini parlando, anche in una lettera inviata al Capo dello Stato, di un tentativo di delegittimazione senza precedenti. «Se, per un verso - scrive Palamara - la recente decisione della Corte Costituzionale è stata l'occasione per rinnovare gli attacchi e le invettive nei confronti della magistratura e di singoli giudici, è davvero incredibile assistere ad una inedita opera di denigrazione mediatica di un magistrato». Preoccupata l'associazione dei Giuristi democratici: «Raramente in passato, si erano vissuti, in Italia, momenti cosi bui e la sensazione è che si preannuncino tempi ancora più cupi per la democrazia e la libertà dei cittadini». Anche il Csm ha messo in calendario, martedi, la discussione sull'apertura di una pratica a tutela del magistrato.
In campo, mentre il Garante della privacy annuncia che sarà valutata l'apertura di un'istruttoria, scende anche il presidente della Fnsi, Roberto Di Natale. «Visto che Berlusconi continua a deprecare l'uso criminoso della tv, vorrei sapere come definisce il comportamento della più importante rete Mediaset», incalza Di Natale parlando di «un grave pestaggio mediatico».