Senza Titolo
PAVIA-MILANO
Treni, Villamaggiore
la stazione dimenticata
«La stazione dimenticata e il treno fantasma». Sembra l'avvincente titolo di un thriller ed è invece una triste realtà.
Villamaggiore, stazione trasformata in fermata della linea Pavia-Milano. Da oltre una settimana non esistono più avvisi tramite altoparlante, con estremo pericolo al passaggio dei treni rapidi/merci. Inoltre l'altra mattina, per l'ennesima volta, il treno 20256 delle ore 7.31 è stato «cancellato» senza darne notizia. Abbiamo usufruito di un fantastico viaggio in «carro bestiame» (forse loro viaggiano meglio) fino a Milano sul treno 10894 in fermata straordinaria proveniente da Piacenza già strapieno. Grazie Trenitalia.
Michele BarbieriSiziano
LEGA NORD CONTRO
La moschea a Garlasco?
No, qui non va bene
In qualità di segretario della Lega Nord di Garlasco vorrei intervenire nel dibattito sulla eventuale apertura di una moschea nella nostra cittadina.
Non intendo parlare della problematica del rapporto dello Stato italiano con le comunità islamiche perché questo deve essere oggetto di un articolato e approfondito esame tra le forze politiche e poi di un approdo parlamentare per promulgare una legge che sancisca i termini entro cui si può esercitare il diritto ad aprire con un luogo di culto, dopo avere ottemperato a tutti i doveri che la legge impone. Mi limito a richiamare all'attenzione della nostra Amministrazione tutta una serie di problemi pratici che potrebbero insorgere.
Innanzitutto il luogo indicato è completamente inadatto ad accogliere, fosse pure per un giorno alla settimana, un numeroso afflusso di persone perché si tratta di uno stabile situato in una via stretta, a senso unico e con scarse possibilità di parcheggio.
Dico numeroso afflusso perché una moschea a Garlasco eserciterebbe automaticamente attrazione anche dai paesi limitrofi riversando sulla nostra municipalità tutti i costi che bisognerebbe affrontare (vigilanza, dissuasori di sosta, pulizia della strada) e togliendo agli impieghi di normale controllo del territorio qualche pattuglia di carabinieri che sarebbe chiamata a monitorare i frequentatori per individuare qualche esponente del terrorismo. Infatti proprio in questi giorni l'episodio dell'attentato di Milano, che ha sancito la contiguità di questi personaggi con alcuni luoghi di culto islamici cittadini, dimostra che non è facile nemmeno per i gestori delle moschee tenere lontani personaggi pericolosi per la sicurezza delle nostre città.
A questo punto invito l'Amministrazione comunale a valutare bene i pro e i contro di una scelta cosi impopolare che porterebbe preoccupazione a molti garlaschesi.
Giuliana Braseschisegretario della Lega Nord di Garlasco
PASSATO E PRESENTE
Un tema sulle escort
E si comincia dall'Ottocento
L'incipit di «Strada Nuova» di domenica 11 di Angelo Pezzali, può dare adito involontariamente a formulazioni di irresistibile comicità: «Lodo. Escort. Le nuove parole della Politica». Potrebbe l'assunto diventare lo stimolamente titolo di una tema da proporre nell'immediato futuro ad una scolaresca del liceo. O addirittura, più ambiziosamente, facendolo seguire da vocaboli come «fenomenologia e ipotesi metodologiche», il titolo e l'argomento per una tesi di laurea.
Per le escort si potrebbe cominciare naturalmente da lontano. Oggi, le suddette, non sono depositarie della minima grandiosa drammaticità che contraddistingueva la nutrita schiera delle loro colleghe del passato, soprattutto dell'Ottocento. Fantine, nei Miserabili di Victor Hugo, sedotta e abbandonata dà alla luce l'incantevole Cosette. Rimasta senza un franco, sul lastrico, dopo aver venduto anche due dei suoi denti e i capelli, prende delle decisioni più tragiche di tutta la letteratura, esortandosi: «Suvvia, vendiamo anche il resto» e si prostistuisce, soprattutto per mandare i soldi all'orrida Thenardier.
Oggi le escort, invece, sono molto avvenenti, curate, fulgide, disivolte, provocanti. Fiori cromatici, profumati di un bouquet che può essere a disposizione, come un accessorio di lusso, di chiunque possa permetterselo. Bouquet, che a volte, può trsformarsi, come le recenti vicende insegnano, in un mazzolino avvelenato, come quello che riceve Adriana Lecouvreur nell'omonima opera di Cilea: «Poveri fior, gemme dei prati...», fiori del male, insomma. La verifica di italiano si potrebbe eventualmente finire con i versi tratti da «fiori», poesia di Aldo Palazzeschi:
- Ma tu chi sei? Che fai?
- Bella, sono una rosa. Non m'ài ancora veduta?
Sono una rosa e faccio la prostituta.
- Chi?... Te?...
- Io, si, che male c'è?
Loris Dalla MarigaPavia
GUARDIE GIURATE
Grazie al Comune di Pavia
per il ricordo in Borgo
La famiglia Ferraro, in riferimento alla richiesta di ripristino della lapide in memoria delle guardie particolari giurate Giovanni Ferraro e Nicola Paratore, assassinati durante le funzioni del loro dovere a seguito della rapina in banca del 3 luglio 1978 in Borgo Ticino, non possono esimersi dall'esprimere gratitudine al sig. sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, all'assessore Marco Galandra e al dirigente comunale Luigi Tomaselli che, nell'accettare tale richiesta, si sono occupati con serietà alla totale rimessa a nuovo di quanto sopra citato e all'organizzazione della gradita cerimonia del 4 ottobre. Tutto in onore e in ricordo dei caduti. Un ringraziamento anche a tutte le autorità che erano presenti alla cerimonia.
La famiglia FerraroPavia
VERSO LE PRIMARIE
La linea giusta per il Pd
Ecco il nostro programma
Domenica ho avuto l'opportunità, insieme a Patrizia Romano, di rappresentare la mozione Bersani per la provincia di Pavia al congresso nazionale di Roma. Ho apprezzato molto l'intervento di Bersani, proprio perché non si è preoccupato di strappare facili applausi. Al contrario, ha utilizzato l'appuntamento congressuale nel modo più proprio: per esporre le sue linee politiche e programmatiche in modo serio, deciso, autorevole.
Eccole: difendere le istituzioni, restituire dignità e sicurezza al lavoro, sostenere i redditi medio-bassi e le piccole imprese, combattere l'evasione fiscale, proteggere la fruizione pubblica di sanità ed istruzione, affermare con decisione una posizione laica sui temi etici, accettare la sfida della green economy, riprendere il cammino delle liberalizzazioni, rilanciare la mobilità sociale, portare i costi della politica nella media europea, tornare a permettere agli elettori di scegliere i propri parlamentari con primarie ad-hoc e ripristinando le preferenze nella legge elettorale.
Sono queste le priorità della mozione Bersani, ed è con queste proposte che, forti del sostegno degli iscritti, ci presentiamo, il 25 di ottobre, al giudizio degli elettori. E' proprio questo ciò di cui il Pd ha bisogno: trovare una traccia, una linea politica chiara, una scala di priorità. Ne ha bisogno per assumere finalmente la fisionomia di una vera, credibile, alternativa di governo, che è ciò per cui è nato 20 mesi fa.
Giacomo GalazzoPavia
PAVIA, IL RICORDO
Addio a Franco Boggeri
un vero maestro di vita
Dopo lunga ma indolore degenza, assistito giorno e notte dalla sua adorata Rosanna, Franco Boggeri ci ha lasciati. Penso alla sua serietà, direi quasi maniacale, nell'attendere al lavoro da loro richiesto. Penso alla sua disponibilità, naturalmemente disinteressata, nell'accontentare sul piano editoriale - ma non solo su quello - coloro che gli richiedevano un aiuto. E poi quella sua ritrosia, quasi un voler nascondersi, quando gli arrivavano elogi e ringraziamenti.
Ebbi la fortuna di conoscerlo all'incirca trentacinque anni fa e, particolarmente negli ultimi anni, la sua casa era diventata la «dépendance» della mia. Scoprii nei nostri lunghi colloqui un maestro di vita e una sua cristillina onestà in tutti i sensi.
Solo un paio d'anni fa «arrischiammo» a darci del tu, in verità sollecitati da un comune amico.
Per me era sempre e comunque il dottor Boggeri e mai ho pensato di chiamarlo con il suo nome di battesimo.
Solo oggi, in questa triste circostanza, mi permetto di farlo: addio Franco, amico caro, mi mancherai molto.