Lo sfogo di un dirigente Thyssen: «Accuse ingiuste contro di noi»

TORINO.Ad un certo punto il dirigente della Thyssenkrupp si è lasciato andare ad uno sfogo: «Ci hanno accusato di tutto e di più, ma secondo me senza ragione». Raffaele Salerno, responsabile («a 3.800 euro al mese» e ora in pensione) dello stabilimento di Torino della multinazionale dell'acciaio, stava rispondendo, in Corte d'Assise, alle domande dei pm come imputato di omicidio colposo per la morte dei 7 operai bruciati nel rogo del 6 dicembre 2007. E quella è stata solo la prima delle frasi che hanno tradito la sua carica di ribellione. Il quadro aziendale dipinto da Salerno non assomiglia a quello dei pm: la filiale subalpina, nonostante fosse sul punto di chiudere i battenti, non era stata abbandonata a se stessa. La pm Francesca Traverso, che non nasconde la perplessità di fronte alle frasi del dirigente, gli contesta l'esito delle indagini dell'Asl (116 le violazioni trovate) e le fotografie che documentano «la sporcizia e la situazione critica», ma lui risponde cosi: «Non mi sembra che ci fossero carenze tanto gravi. Subivamo ispezioni continue, tutto quello che ci dicevano veniva girato agli organi competenti di Terni e quello che si doveva fare veniva fatto. Io non vedevo pericoli per le persone».